vita su un pianeta nervoso

Vita su un pianeta nervoso è davvero un bel libro, pieno di spunti interessanti.

L'autore che ha vinto la sua sfida contro attacchi di panico, depressione ed ansia (ed ha trattato la sua battaglia nel suo altro libro " Reasons to stay alive") fa un'analisi della società moderna, il mondo del lavoro, i social media, l'industria delle news, della bellezza, il consumismo ed in generale lo stile di vita moderno soprattutto occidentale e di come esso subconsciamente sia ansiogeno e carichi continuamente di ansia le persone.

Di come, per ovvi motivi di marketing e consumo, sia necessario tenere le persone continuamente insoddisfatte ed infelici in modo poi da potergli vendere qualcosa, che probabilmente non gli serve, con la promessa che li avvicinerà alla felicità.

Che quindi di conseguenza non ce ne accorgiamo ma fin dall'asilo, siamo educati al vivere nel futuro e a non essere felici nel presente, perchè dobbiamo progettare il futuro nel quale ci sarà qualcosa da raggiungere che ci avvicinerà alla felicità, lo studio, il lavoro, una macchina, una casa, o qualsiasi altro obiettivo che puntualmente una volta raggiunto, fa alzare l'asticella ponendosene uno più alto spostando la ricerca di felicità in qualcosa di esterno da trovare nel futuro.

Tutta una grande bugia che ci avvelena l'esistenza, poichè la ricerca della felicità è un qualcosa molto più interiore che esteriore, molto più legato all'autorealizzazione, conoscenza ed accettazione e soprattutto consapevolezza, che non all'ottenimento di qualcosa di esterno.

Libro estremamente colloquiale, a parte qualche autore citato ed una manciata di studi e dati qua e là, fondamentalmente non è un libro scientifico o altro, non c'è neanche bibliografia, ma è un dialogo a cuore aperto con l'autore cosa che rende la lettura estremamente piacevole e scorrevole (si legge in 6-7 ore).

Personalmente ci ho trovato tante riflessioni, ragionamenti e "realizzazioni" che ormai ho consolidato in me da tempo tramite altre letture e percorsi negli ultimi anni, quindi piacevole rafforzamento di idee di cui sono sempre più convinto.

Avessi letto questo libro qualche anno fa prima di fare tutta una serie di percorsi mentali, probabilmente mi avrebbe segnato ed avuto un impatto decisamente superiore, uno shock.

Decisamente consigliato, soprattutto a chi ancora non ha trovato il suo equilibrio e serenità nel suo personale percorso alla ricerca della felicità, posto nel mondo e consapevolezza di sè.

Alcune riflessioni derivate dal libro su due temi in particolare

1 - Sulla questione continui obiettivi per il futuro ed alzare sempre più l'asticella vivendo nel futuro e non nel presente

Fin da quando siamo bambini, viviamo proiettati nel futuro.

"Cosa vuoi fare da grande?"

A che scuola andrai ?

Si sceglie l'università per gli sbocchi lavorativi, una volta laureati si cerca il lavoro, una volta trovato si cerca la promozione, una volta trovata si cerca di mettersi in proprio etc etc.

Si vive costantemente nel futuro, e con l'ansia di dover "fare" perchè se ti accontenti e vivi nel presente sei improduttivo che è diventato l'insulto più grande da poter dire.

La cosa si amplifica con il fatto che il mondo non è mai progredito così rapidamente dal punto di vista tecnologico che si trascina quello sociale dietro,e la velocità di cambiamento sta aumentando sempre più.

Quando il cambiamento è così rapido che non fai in tempo ad adattarti che il mondo è già cambiato, ti sembra sempre di vivere nel futuro e che non esista un presente, e hai una costante ansia da prestazione per riuscire a stare al passo che ti avvelena costantemente.

Ma non vivere il presente è il modo migliore per allontanarsi dalla felicità.

2 - Sui modelli falsati sulla bellezza e sui corpi perfetti nell'epoca dei social

Il continuo confronto soprattutto a tema estetica\bellezza con il top del top, spesso artificiale, tramite instagram, tv, magazine, ed il marketing della perfezione, che correlano con crescenti tassi di insoddisfazione con il proprio corpo e disordini psicologici relativi come vigoressia, anoressia, disturbi del comportamento alimentare, etc mai così alti nella storia.

Sono passati ormai come standard, modelli di bellezza e fisicità che appartengono solo ad una piccolissima minoranza dell'umanità, di conseguenza la stragrande maggioranza si sente a disagio con il proprio corpo ed in ansia costante per stare al livello "standard".

Il marketing dell'industria della bellezza spinge su questa cosa in modo subliminale, mandando continuamente messaggi di come due rughe, due imperfezioni, un pò di grasso in più, siano delle onte vergognosa ma fortunatamente ci sono i loro prodotti per risolvere.

I social media che praticamente fungono come vetrina costante h24 di noi stessi, aumentano il livello di ansia perchè ci si sente in dovere di apparire sempre al nostro meglio e

ironia della sorte spesso quella minoranza che ha quella bellezza spacciata per "standard" è anche quella più ansiosa e neurotica rispetto al proprio corpo, infatti tra modelli, mondo dello spettacolo etc i casi di disturbi psicologici legati all'immagine sono altissimi.

Siamo nell'epoca dove non è mai stato così facile migliorare il proprio corpo tra palestre, allenamenti, diete, trainer, prodotti di bellezza, creme e trattamenti vari... ma anche in quella in cui la soddisfazione con il proprio corpo è ai minimi storici e i problemi psicologici correlati ai massimi.

Storicamente è stato un problema più femminile, ma negli ultimi anni invece di diminuire lo stress e l'ansia sociale sulle donne è aumentata quella sugli uomini, si è raggiunta l'uguaglianza con un innalzamento di ansia generale.

Tutto ciò in maniera subdola ed inconscia, ci stressa continuamente facendoci vivere con una baseline di ansia sempre alta, allontanandoci dal presente e dalla felicità.

Link alla versione italiana del libro