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Questo articolo è stato scritto dal Dottor Antonio Altamura, biologo nutrizionista, che essendo celiaco ha un'esperienza diretta con questa patologia sia da un punto di vista professionale che personale.

DIETA , ALLENAMENTO IN PALESTRA E CELIACHIA: QUALE RELAZIONE?

Questo articolo racconta parte di una esperienza personale, e vuole essere d’aiuto a chi vive la medesima situazione; come la celiachia ti cambia la vita, e come può relazionarsi con chi ha passione per il fitness.

E non mancheranno i consigli da nutrizionista su come gestire la propria alimentazione in sicurezza, per assecondare questa passione senza rinunciare al proprio benessere e perché no, al proprio aspetto fisico. Chiaramente non rappresenta né sostituisce alcun consiglio medico né diagnostico.

LA CELIACHIA

“La malattia celiaca (o celiachia) è una malattia infiammatoria permanente dell’intestino tenue, con tratti di autoimmunità, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti”.

Esiste anche una variante che si manifesta come dermatite erpetiforme.

Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali (frumento, orzo, segale, farro, spelta, KAMUT, triticale, avena (ancora oggetto di studi) ) la cui ingestione, e quindi contatto con la parete dell’intestino (mucosa duodenale) genera gravi danni ai villi, strutture con forma a “dita” la cui funzione è l’assorbimento dei nutrienti.

Questa reazione avversa passa attraverso la produzione di autoanticorpi specifici (ecco la base autoimmunitaria e genetica).

I sintomi che portano il medico a sospettare la celiachia sono vari, anche in base all’età di insorgenza.

Nell’adulto sussistono i classici segni gastrointestinali come vomito, diarrea, gonfiore e distensione addominale, ma anche extraintestinali come debolezza muscolare e ossea, irritabilità, anemia, aftosi ricorrenti, difetti dello smalto dentale, e ancora altri anche associati a uno stato di malassorbimento.

Alla celiachia si possono associare altre patologie quali tiroiditi, diabete ed altro ancora.

Va detto anche che esistono spettri sintomatologici estremamente vari, talvolta i sintomi sono totalmente assenti.

La diagnosi parte da un banale prelievo venoso, con dosaggio di specifici autoanticorpi (antitransglutaminasi, coadiuvati da antiendomisio e Ig A totali).

La positività porta allo step successivo che è la gastroscopia con biopsia del duodeno, da cui è possibile osservare la classica atrofia (appiattimento) dei villi assorbenti che sono così disfunzionali.

La diagnosi può anche non essere così lineare e semplice ma molto più tortuosa e complicata, magari con l’aiuto del test genetico.

Il celiaco è un “malato fortunato” perché cura la sua patologia senza farmaci, ma esclusivamente con una dieta rigorosamente priva di glutine.

Questo gli garantisce una aspettativa e una qualità di vita assolutamente normale.

CELIACHI PALESTRA E FITNESS : LA MIA STORIA

Ho iniziato a fare sport a quasi 20 anni, obeso e pigro, convinto solo dopo aver rischiato il collasso rincorrendo un autobus che doveva portarmi all’università.

Da lì una grande passione per il fitness e l’alimentazione, che la facoltà scelta mi permise, per pura fortuna, di trasformare nel mio lavoro.

Tutto andava liscio, ottimi risultati e miglioramenti continui, insieme a mio fratello gemello con cui condividevo dieta, allenamenti…e genetica.

A un certo punto però qualcosa cambiò; lui continuava a crescere e migliorarsi, io restavo man mano più indietro.

Allenamenti faticosi, sempre più duri, mangiavo tanto, ma restavo magro, quasi peggioravo.

Mi sentivo sempre debole, ogni tanto qualche crampo, la bocca spesso piena di afte.

E soprattutto da un annetto o forse più, dolori addominali atroci e gonfiore quasi grottesco, apparentemente senza motivo.

Nel frattempo la laurea, e l’inizio del lavoro, mi avevano dato le conoscenze e la mentalità critica che mi permettevano di andare oltre il parere del mio medico, che sospettava il più generico dei ‘’colon irritabili’’.

Bastò un prelievo, ampiamente positivo, e successiva biopsia.

L’esito dell’ultima visita gastroenterologica fu chiaro: ero celiaco.

Accolsi la diagnosi con serenità, finalmente capivo cosa mi faceva stare male, e potevo fare qualcosa per stare bene.

Ci è voluto un anno abbondante per tornare man mano a come mi sentivo prima, e oggi dopo 8 anni dalla diagnosi posso dire di fare una vita normale.

LO SPORT E LA DIETA PER IL CELIACO

Generalmente una dieta rigorosamente priva di glutine è necessaria e sufficiente per fare tutto quello che fa chi non è celiaco; la celiachia in dietoterapia non dà nessun problema in termini di forza o resistenza muscolare, non comporta nessuno squilibrio metabolico, nessun problema in termini di crescita muscolare o dimagrimento.

Ci si DEVE allenare per stare in forma, si DEVE mangiare bene per preservare il proprio stato di salute, ESATTAMENTE COME LA POPOLAZIONE NORMALE.

 Il fabbisogno calorico e di nutrienti di un celiaco che fa sport non varia rispetto alla popolazione normale, ma da paziente celiaco posso dire invece che gestire la propria dieta in sicurezza quotidianamente è più complesso.

La scelta degli alimenti è estremamente varia (soprattutto negli ultimi anni), ma non sempre questo va di pari passo con quello di cui abbiamo bisogno.

Alimenti di produzione industriale spesso sono di pessima qualità, a volte più di quelli classici.

Tanti grassi, tanti zuccheri, ingredienti vari che non hanno nulla a che fare con la nutrizione, ma solo con il gusto, la palatabilità, la consistenza dell’alimento.

Il consiglio generale che si può dare è di preferire, senza essere ossessionati, alimenti naturalmente privi di glutine.

Frutta fresca, verdura, carni varie e pesce, frutta secca, latte e derivati, cereali permessi quali riso, quinoa, amaranto, miglio, mais.

Questo non vuol dire che bisogna evitare come la peste fette biscottate senza glutine, gallette di riso, pasta o pane senza glutine o un cracker o un dolcetto.

Possono essere inseriti con criterio nella propria dieta, senza arrecare nessun danno, esattamente come nel paziente non celiaco.

GLUTINE E CONTAMINAZIONI

La parte più difficile della dieta del celiaco è sicuramente la gestione delle CONTAMINAZIONI.

Infatti anche minime quantità di glutine (pulviscolo di farina, una briciola di pane o farinaceo non concessi, o una posata usata per un alimento non concesso) possono provocare seri disturbi in acuto, e se il fenomeno è reiterato il paziente celiaco può smettere di stare bene, aumentando il rischio di far degenerare il proprio stato di salute, la propria aspettativa di vita, e di patologie più serie.

La dieta deve essere rigorosa, senza paranoie, ma si deve fare tutto ciò che è raccomandato per evitare la contaminazione da glutine.

Qualora avvenisse, niente panico; i sintomi passeranno man mano, con diverse modalità e tempistiche a seconda del paziente, e un episodio non vi rovinerà la vita.

Potete aiutarvi, sempre sotto consiglio medico, con farmaci per i dolori addominali o la diarrea se presenti, e magari dopo fare un trattamento con degli integratori di probiotici per ripristinare la flora batterica intestinale.

Anche se non sono presenti sintomi, la contaminazione è un evento avverso, pericoloso per la salute, e quindi non sareste giustificati a “uno sgarretto ogni tanto”.

GLUTINE ED INTEGRATORI

Un altro argomento caro a chi pratica il fitness è quello degli integratori: ESTREMA ATTENZIONE!

Gli integratori sono prodotti a rischio, e devono riportare la dicitura in etichetta SENZA GLUTINE.

Non basta leggere gli ingredienti (i processi produttivi sono soggetti a contaminazione), la voce del venditore “sono solo aminoacidi/proteine/vitamine” non vale niente.

Senza la scritta in etichetta, è sconsigliabile consumare qualunque integratore.

Seguo tanti pazienti celiaci senza nessun problema o difficoltà nel raggiungimento dei risultati.

A onor del vero va anche detto che in alcuni casi la situazione può essere più complessa; possono esserci patologie associate (più frequentemente della popolazione normale) che possono creare altri problemi, o alcuni disturbi generici che accompagnano il paziente tutta la vita. In tal caso è importante seguire il paziente da un punto di vista multidisciplinare.

INTOLLERANZE TEST MARKETING E CONSIGLI UTILI

Non tutti quelli che hanno mal di pancia sono celiaci.

Noto da professionista della nutrizione e da paziente a mia volta, quella che definisco “la corsa all’intolleranza”.

Tutti dobbiamo per forza essere celiaci, intolleranti al glutine non celiaci (questa è un’altra entità patologica ancora oggetto di studi), al lattosio, o ad altro? NO

La diagnosi di celiachia, esclusivamente di pertinenza del medico gastroenterologo, è una cosa seria e complessa; ad oggi non si tratta più ufficialmente di una patologia rara (la maggior parte dei celiaci in Italia non sa di esserlo), ma fasciarsi la testa al minimo disturbo è inutile.

Il medico valuta il quadro clinico generale, la familiarità, i sintomi, la storia del paziente, e decide razionalmente di approfondire il discorso.

Non ci piace nemmeno la superficialità di una parte dei professionisti sanitari, che con il colon irritabile o IBS tende a spiegare tutto ciò che non ha spiegazione.

Un prelievo semplice potrebbe aprire uno scenario diverso, che preserverebbe la salute del paziente, o magari lo tranquillizzerebbe almeno su un aspetto.

E’ un grave errore anche l’autodiagnosi: elimino il glutine e vedo se sto meglio.

Niente di più sbagliato, perché una dieta senza glutine nel paziente celiaco inconsapevole, farebbe venir fuori esami normalissimi, creando un falso negativo.

La dieta senza glutine va iniziata dopo la diagnosi, e dall’altro lato nessun paziente non celiaco avrebbe alcun beneficio da una dieta senza glutine; potenzialmente sono più i rischi di carenze nutrizionali, che le possibilità di benefici tangibili.

Non fatevi fregare da nessuno, non esiste alcun test per verificare la propria intolleranza al glutine che non sia fatta dal medico, dopo dosaggio anticorpale e biopsia.

TUTTE LE ALTRE FORME DI DIAGNOSI (anche se basate su prelievo) non diagnosticano un bel niente, sono solo sciocchezze che vi spillano soldi proposte da professionisti disonesti e spesso nemmeno sanitari.

Con il rischio di fare scelte alimentari insensate, e pericolose per la salute.

Inoltre l’unica altra forma di intolleranza strettamente alimentare riconosciuta è quella al lattosio, e anche questa ha uno solo modo per essere diagnosticata scientificamente validato: il breath test al lattosio.

Qualunque altra cosa è assimilabile a magia nera, cartomanzia o pendolino. Non date soldi a nessuno.

Tutte le altre intolleranze alimentari millantate e proposte nosograficamente non sono riconosciute; per la scienza medica non esistono, e non sono classificate, quindi non sono diagnosticabili.

Magari in un futuro saranno riconosciute e scientificamente possibili di diagnosi; ad oggi, non vi fidate di nessuno.

Le allergie alimentari invece sono patologie potenzialmente molto gravi, a volte letali, ma i meccanismi di insorgenza, le manifestazioni, e la terapia sono profondamente diversi da quelli delle intolleranze alimentari.

Se un alimento vi crea disturbi, andate dal medico; né in erboristeria, né dal naturopata, né dall’iridologo, né dal consulente alimentare, né dal life coach. Questi non sono professionisti sanitari, probabilmente vi ruberanno tempo e denaro, e forse salute.

CELIACHIA : IN CONCLUSIONE

La celiachia è una patologia cronica, non si guarisce, ma si tratta con la dieta.

E’ complesso gestire una alimentazione priva di glutine, soprattutto per il fenomeno delle contaminazioni; la scelta molto ampia e gradevole di alimenti naturalmente o meno senza glutine non basta, bisogna essere attenti. Una cena in compagnia, al ristorante, o un pranzo al volo per strada, una festa in famiglia, possono essere eventi potenzialmente pericolosi; senza essere paranoici, senza vivere l’ossessione, ma l’attenzione deve essere alta.

Non ci si può dimenticare di essere celiaci, tranne quando si va in palestra (lo scrivo sorridendo).

Lì non cambia niente, allenatevi, spingete, miglioratevi, niente può impedirvelo, tantomeno la celiachia.

Ci tengo molto a sottolineare il grande lavoro in Italia dell’unico organo di riferimento ufficiale per i celiaci, l’ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA (AIC), di cui sono socio e sostenitore.

Fate riferimento esclusivamente all’associazione, che fornisce una linea guida precisissima e affidabilissima per la scelta degli alimenti in sicurezza, un prontuario di alimenti senza glutine, e una mappa di locali informati per l’alimentazione fuori casa. E tanto tanto altro ancora.

Dr Antonio Altamura

-Biotecnologo medico

-Biologo nutrizionista

-Personal coach NABBA

Pagina FB di Antonio

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