palestra analisi del sangue

Questo articolo è stato scritto dal Dottor Antonio Altamura, biologo nutrizionista, a cui ho chiesto di spiegare in maniera dettaglia ma semplice e comprensibile a tutti il perchè molto spesso negli sportivi alcuni valori delle analisi del sangue possono risultare alterate, specialmente se il prelievo viene fatto il giorno seguente ad allenamenti molto intensi, senza che ci siano condizioni patologiche o rischi per la salute, e cioè queste alterazioni sono da considerarsi normali e non devono far preoccupare.

Questo argomento è tanto delicato quanto importante, perchè purtroppo molto spesso le persone effettuano i prelievi in giorni seguenti ad allenamenti pesanti ed essi quindi escono con alcuni valori alterati, se poi chi legge i risultati degli esami non è a conoscenza dello stile di vita sportivo e degli allenamenti della persona e quindi non li contestualizza, si può facilmente finire in paure e preoccupazioni ingiustificate ed evitabili.

Adesso  parola al Dottor Altamura :

Nota :  Questo articolo ha puro scopo divulgativo, non vuole sostituire il parere del medico né porre o risolvere quesiti diagnostici.

Quante volte è capitato di tornare dallo studio del medico curante preoccupatissimi, dopo che sono stati visionati i nostri esami ematochimici?

Cosa significherà quell’asterisco?

Perché il nostro medico sembrava preoccupato? Oppure cerchiamo quella alterazione dei nostri esami su internet (errore gravissimo)…ed ecco che vengono fuori le patologie più spaventose!

Nella maggior parte dei casi però, le nostre preoccupazioni sono assolutamente infondate.

Cerchiamo di capire infatti in quali circostanze, per chi si allena e segue un certo tipo di regime alimentare, alcuni valori ematochimici, soprattutto relativi al metabolismo cellulare, al turnover proteico, o ad alcuni enzimi, possono subire alterazioni quantitative più o meno significative.

CPK Creatinina - Metabolismo Muscolare e Turnover Proteico

Partiamo da un reperto molto comune, che si trova positivo (cioè alterato) nella maggior parte dei pazienti sportivi: CPK (o CK) ossia creatina fosfochinasi o creatina chinasi.

Si tratta di un enzima coinvolto nella formazione dell’ATP (a partire da Creatina fosfato e ADP), la molecola che fornisce energia per le reazioni del metabolismo cellulare.

Presente in abbondanza nel cervello, nel muscolo liscio, scheletrico e cardiaco nelle sue diverse forme (dette isoenzimi), un aumento dei suoi livelli in circolo può significare un danno a uno dei suddetti organi/tessuti.

Un ischemia cerebrale o un infarto miocardico per esempio, e per quello che ci interessa, un aumento di CK è conseguente a danno muscolare di qualunque natura: una patologia seria come la distrofia muscolare, ischemica, infiammatoria o anche traumatica.

In realtà già il livello basale nel soggetto con elevata massa muscolare tende ad essere più alto, in particolare dopo sforzi muscolari intensi; un valore quindi diverso da quello definito ‘’normale’’, dopo accurata anamnesi solitamente non allarma il medico e non deve spaventare il paziente.

Non si tratta pertanto nella maggior parte dei casi di un problema serio.

I muscoli danneggiati dallo sforzo muscolare si rompono, causando la fuoriuscita della CK nel sangue.

La creatinina invece, è il prodotto finale del metabolismo della creatina, a cui abbiamo accennato prima; al termine del processo metabolico, passa dai muscoli dove è presente in elevate quantità, al sangue, e infine viene eliminata dai reni.

Con questa premessa è intuitivo pensare che elevati livelli sierici di creatinina possono significare ridotta efficienza nell’escrezione renale.

In realtà i valori di creatininemia non sono affidabili come indicatore precoce di insufficienza renale (IR), pertanto valori leggermente alti, soprattutto se sporadici, difficilmente correlano con uno stato di IR che va sospettato, e valutato dopo esami e interpretazioni da parte del medico estremamente più approfondite ed accurate.

Spesso quindi nello sportivo ritroviamo valori elevati di questo metabolita nel siero, che indicano semplicemente che i muscoli sono stati ‘’rotti’’ dall’esercizio fisico e pertanto ne hanno riversato in circolo grandi quantità.

Anche uno stato di disidratazione, qualche volta presente nello sportivo, può provocare un aumento di creatininemia.

Valori elevati di creatininemia non correlano MAI con la dieta, nemmeno se iperproteica.

Nota  : approfondisci le linee guida per sportivi sulla quota proteica leggendo :

LINEE GUIDA E POSIZIONI UFFICIALE SULLE DIETE PER LA COMPOSIZIONE CORPOREA E L’INTROITO PROTEICO – INTERNATIONAL SOCIETY OF SPORTS NUTRITION

L’ azoto ureico, o BUN, è invece un prodotto del catabolismo delle proteine, in primis quelle di origine alimentare.

Questo catabolita viene normalmente escreto attraverso i reni, e quindi valori elevati possono far sospettare deficit di funzionalità renale.

In realtà anche diete ad alto contenuto di proteine, come è intuitivo pensare, possono portare a livelli di BUN verso i limiti superiori degli intervalli di riferimento o addirittura sopra gli stessi, soprattutto in caso di disidratazione.

Valori di creatininemia elevati invece, in corrispondenza di valori BUN elevati, possono far pensare a una insufficienza renale in corso.

Transaminasi ed Enzimi Cellulari

Altri esami ematochimici spesso all’attenzione dello sportivo sono i dosaggi di alcuni enzimi sierici, tipicamente presenti all’interno di svariati tipi cellulari, inclusi quelli muscolari.

Tra questi può risultare spesso in evidenza il pool delle transaminasi.

Valori elevati di transaminasi possono essere correlati a danno cellulare di varia natura, che provoca la fuoriuscita degli enzimi dalle cellule verso il sangue.

Le Aspartato aminotransferasi ( AST o GOT) e le Alanina aminotransferasi (ALT o GPT) sono enzimi ubiquitari, in particolare si ritrovano in alte quantità nelle cellule del fegato (la ALT soprattutto), data la loro intensa attività metabolica.

Essi catalizzano il trasferimento di gruppi aminici tra aminoacidi e alfa chetoacidi, operando quindi l’interconversione tra vari aminoacidi necessaria a formare un pool aminoacidico bilanciato per la corretta attività protido-sintetica della cellula epatica.

Aumenti importanti di transaminasi sono quindi riscontrabili in malattie extraepatiche (infarto) e soprattutto epatiche.

Ma essendo ubiquitari, aumenti molto modesti possono essere presenti anche nell’atleta dopo sforzi intensi a causa di microlesioni muscolari, e insieme ad altri enzimi intracellulari come CK, LDH, o Gamma-GT, possono ad esempio risultare alterate verso l’alto anche in caso di digiuno prolungato.

Palestra Analisi del sangue e Sportivi

A conclusione di questo articolo portiamo a casa un messaggio semplice: nello sportivo alcuni esami spesso possono essere alterati, senza necessariamente indicare uno status patologico sottostante.

Nella maggior parte dei casi infatti si tratta di alterazioni assolutamente fisiologiche indotte dalla stessa attività fisica intensa e continua, o correlate (molto meno spesso) alla tipologia di alimentazione seguita.

I reni sani sono perfettamente in grado di smaltire elevate quantità di azoto ureico, quindi i suoi livelli sierici saranno perfettamente normali se il soggetto è ben idratato.

Una dieta iperproteica o anche normoproteica possono invece risultare deleterie se la funzionalità renale è già in parte compromessa, e i valori di BUN e soprattutto di creatininemia possono correlare con lo stato dell’IR.

La stessa creatininemia spesso può risultare anche sporadicamente alterata verso l’alto, senza per forza indicare sofferenza renale (anche perché non è un buon marcatore precoce di IR).

Non ha alcuna correlazione invece con la quantità di proteine della dieta, indicando semplicemente danno muscolare indotto dall’allenamento.

Stesso discorso per le transaminasi, qualche volta leggermente spostate verso l’alto a causa di microlesioni ai tessuti muscolari indotte dall’esercizio fisico.

Va da sé che i vostri esami ematochimici vanno SEMPRE sottoposti all’attenzione del medico, e che qualunque alterazione presente va comunque interpretata dallo stesso, alla luce dell’intero quadro clinico e della valutazione dello stile di vita del paziente.

Nell’articolo, che non vuole essere tecnico, mancano volutamente riferimenti ai valori normali o a range di riferimento dei pochi esami presi in considerazione, perché non è questo lo strumento per valutarne l’esito ( e perché non siamo medici né possiamo proporre diagnosi).

Quando ritirate il vostro plico con i risultati delle analisi quindi respirate, state calmi, e non andate MAI a cercare in internet cosa potrebbero indicare; le vostre preoccupazioni relative a patologie genetiche, metaboliche, o addirittura neoplastiche, nella maggior parte dei casi saranno infondate, e il vostro medico saprà sicuramente darvi le giuste spiegazioni.

Un consiglio semplice per evitare falsi positivi e quindi ansie e malintesi è quello di riposare qualche giorno prima del prelievo venoso, evitando di allenarsi e di fare sforzi intensi; non riteniamo invece corretto modificare sensibilmente la propria dieta abituale, dato che potrebbero verificarsi dei falsi negativi.

Se fate il prelievo al mattino, ovviamente fatelo a digiuno e non eccedete con nessun macronutriente a tavola la sera precedente, ed è opportuno invece idratarsi bene.

Qualche volta può capitare di imbattersi in uno specialista differente, poco abituato ad avere a che fare con gli sportivi, che potrebbe infondervi preoccupazioni senza senso o porre quesiti diagnostici senza ragione di esistere.

Quando dopo un allenamento intensissimo delle gambe, la sera vai in pronto soccorso per un motivo qualsiasi e la tua creatininemia risulta leggermente alta, alle parole del medico “ tu hai preso o prendi qualche proteina! “ , puoi scegliere di consultare il parere di un altro medico o semplicemente fare un sorriso e tornare sereno a casa.

 

Dr Antonio Altamura

-Biotecnologo medico

-Biologo nutrizionista

-Personal coach NABBA

Pagina FB di Antonio

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