Enlightenment Now

Enlightenment Now di Steven Pinker è un libro recente (2018) in cui l'autore, famoso e rinomato scienziato cognitivo professore di psicologia all'università di Harvard, analizza tutti i progressi fatti dall'umanità negli ultimi 250anni circa ovvero dalla rivoluzione culturale portata dall'illuminismo, con i progressi scientifici ed umanistici.

Il libro è suddiviso principalmente in una prefazione sulla storia dell'illuminismo ed il suo significato e due grosse parti

  • una in cui ogni capitolo è dedicato ad un singolo argomento (salute,ricchezza,felicità,benessere,aspettativa di vita, qualità della vita, mortalità infantile, educazione, istruzione, diritti civili, libertà, uguaglianza etc etc) ed a come, dati alla mano e pieno di grafici e fonti, l'umanità sia progredita esponenzialmente in ogni campo.
  • Una seconda in cui l'autore espone quelli che per lui sono i tre pilastri sui cui l'umanità dovrà basarsi per continuare a progredire sempre di più e costruirsi un futuro sempre migliore : Ragione, Scienza e Umanesimo.

Enlightenment Now  è un libro molto bello, scritto con rigore e metodo scientifico ma che non richiede competenze tecniche per essere capito ed apprezzato che fornisce grandissimi spunti di riflessione e porta una grossa ventata di ottimismo in un momento storico in cui tutti sembrano dimenticare che viviamo (e l'autore lo dimostra ampiamente dati alla mano) nel miglior momento storico dell'umanità dove la durata e qualità della vita, le possibilità, la libertà, le possibilità di scelta, la ricchezza media, la disponibilità di risorse, le capacità di comunicare, i mezzi per autorealizzarsi etc non sono mai stati così grandi come oggi.

Pinker tratta molto bene proprio questo argomento, del perchè in generale si tende ad essere catastrofisti, a guardare sempre al passato con nostalgia convinti che sia stato migliore del presente anche quando ogni possibile dato ci dice il contrario.

Una lettura assolutamente consigliata a tutti quelli che si sentono sconfortati e pessimisti per il futuro e credono che il mondo sia spacciato e che l'umanità si stia autodistruggendo.

L'autore è in grado di stuzzicare, provocare e fornire spunti a persone di qualsiasi spettro politico poichè sostiene oppure critica posizione sia di destra che di sinistra, mostrando come alcune cose sia state positive in maniera inequivocabile per l'umanità.

Qui Il Link amazon del libro in inglese

Di seguito riporto 4 estratti che mi hanno colpito particolarmente :

1 -

"La prosperità (misurata come GDP per capita) correla con i valori di emancipazione, probabilmente perchè quando le persone diventano più in salute e più sicure possono sperimentare con il liberalizzare la loro società.

I dati mostrano che i paesi più liberali sono anche, in media, più istruiti, più urbani, meno fecondi, con meno matrimoni tra cugini, più pacifici, più democratici, meno corrotti, e meno afflitti dal crimine.

Le loro economie, ora e nel passato, tendono ad essere basate su network di commercio invece che su grandi piantagioni o l'estrazione di petrolio e minerali.

Ma nonostante ciò, il singolo più grande predittore dei valori di emancipazione è L'indice di conoscenza della banca mondiale che combina i valori per capita di istruzione (alfabetizzazione degli adulti e le iscrizioni in scuole superiori e università), accesso alle informazioni (telefoni, computers, utenti di internet), produttività scientifica e tecnologica (ricercatori, brevetti e articoli di giornale) e integrità delle istituzioni (leggi, regolamentazioni, economie aperte).

Welzel ha scoperto che l'indice di conoscenza compone il 70% della variazione dei valori di emancipazione nei vari paesi, rendendolo quindi un predittore decisamente migliore del GDP.

I risultati statistici vendicano un'intuizione chiave dell'illuminismo : la conoscenza ed adeguate istituzioni sono a capo del progresso morale."

2 -


"Il punto iniziale per comprendere l'ineguaglianza nel contesto del progresso umano è capire che l'inuguaglianza di guadagno non è una componente fondamentale del benessere.

Il motivo è ben carpito da una vecchia barzelletta dell'unione sovietica :

Igor e Boris sono due poveri contadini che riescono a raccogliere il minimo per sfamare le loro famiglie.

L'unica differenza tra loro è che Boris possiede una capra.

Un giorno una fata appare a Igor e gli dice che esaudirà un suo desiderio.

Igor dice "voglio che la capra di Boris muoia."

Il punto della barzelletta è ovviamente che i due contadini sono diventati più uguali ma nessuno dei due sta meglio, tranne per il fatto che Igor si è soddisfatto della sua maligna invidia.

Il punto è ben spiegato dal filosofo Harry Frankfurt nel suo libro "Sul'inuguaglianza" del 2015.

Frankfurt argomenta che l'inuguaglianza in se stessa non è moralmente da biasimare, la povertà lo è.

Se una persona vive una vita lunga, in salute, serena e stimolante allora i guadagni, le macchine, le case possedute da Tizio o Caio sono irrilevanti.

Frankfurt scrive che < Dal punto di vista della moralità, non è importante che chiunque abbia lo stesso. Quello che è moralmente importante è che tutti abbiamo ABBASTANZA >

Infatti prestare troppa attenzione circoscritta all'inuguaglianza economica può essere distruttivo se ci distrae nell'uccidere la capra di Boris invece che capire come fare per farne avere una anche ad Igor."


3 -

"Lo storico Fernand Braudel ha documentato come l'Europa premoderna abbia sofferto di carestia ciclicamente ogni alcune decadi.

Contadini disperati avrebbero raccolto il grano prima che fosse maturo, mangiando erba e carne umana, riversandosi nelle città per pregare.

Persino nei tempi buoni molti assumevano la maggior parte delle loro calorie dal pane o zuppa e da poco altro :

In "La fuga dalla fame e la morte prematura, 1700-2100" l'economista Robert Fogel ha notato che

Molti di coloro che non morivano di fame erano troppo deboli per lavorare, cosa che li costringeva alla povertà.

Oggi il nostro problema non sono poche calorie, ma troppe.

Come il comico Chris Rock osservò :  <Questa è la prima società nella storia in cui i poveri sono grassi.>"


4 -

" Un'eccezione al negativity bias è la memoria autobiografica.

Nonostante ricordiamo gli eventi negativi tanto quanto quelli positivi, i colori negativi delle sfortune tendono a sparire con il tempo, in particolare quelle accadute proprio a noi.

Siamo predisposti per la nostagia : nella memoria umana, il tempo guarisce la maggior parte delle ferite.

Altre due illusioni che ci sviano nel pensare che le cose non siano più come un tempo :

Confondiamo i maggiori impegni della maturità e dell'essere genitori con la perdita di innocenza nel mondo, e confondiamo il declino delle nostre capacità con il declino dei tempi.

Come scrisse Franklin Pierce Adams :

"Niente ha il merito per i cari bei vecchi tempi più di una cattiva memoria."