negativity bias
Avete mai notato che in generale tendiamo a dare molto più peso agli eventi negativi rispetto a quelli positivi? (Alcune persone più di altre per come sempre c'è variabilità genetica)
 
A fronte di innumerevoli eventi positivi, un singolo evento negativo soprattutto se recente può farci vedere tutto nero e pensare che vada sempre tutto male, anche se poi ad un'analisi razionale il risultato netto degli eventi tende ad essere molto più sbilanciato verso il positivo.
 
Su 100 clienti, 99 sono entusiasti del lavoro ed uno è insoddisfatto ? Il nostro umore diventa pessimo e ci chiediamo se stiamo facendo bene.
 
Il capo ci fa 99 elogi ed un rimprovero? Siamo preoccupati e di cattivo umore per settimane.
 
Con il partner passiamo 99 giorni alla grande ed un giorno di merda litigando duramente ? Soffriamo tantissimo e riflettiamo sul fatto che la relazione sia una cosa positiva oppure no.
 
99 Allenamenti ci vanno alla grande ed uno va di merda? Siamo incazzati, pensiamo di star sbagliando tutto e vogliamo rivoluzionare il programma.
 
Si potrebbero fare altri mille esempi.
 

In neuroscienza e psicologia questo fenomeno è conosciuto come "negativity bias" e da ricerche degli ultimi anni sembra che sia un tratto evolutivo caratteristico del cervello umano : la natura ci ha programmati per essere negativi e dare molto più peso agli eventi negativi rispetto ai positivi anche se sembra irrazionale e porta spesso alla paura di prendere rischi e sperimentare cose.

 

Qui un bell'articolo del New York Times sul'argomento.

Alcuni studi recenti come QUESTO suggeriscono che sia un tratto già presente (o in sviluppo) in bambini di pochi mesi ma che venga influenzato anche dagli stimoli esterni a cui i bambini sono sottoposti.

Sembra (come un pò tutti gli aspetti di emozioni,comportamento e psicologia) che ci siano correlazioni tra le dimensioni ed il funzionamento di alcune aree del cervello ed il negativity bias, l'ansia e tutte le emozioni correlate, come spiegato in questo articolo.

 
Ci siamo evoluti in un contesto dove un singolo evento negativo (tipo un grande predatore che poteva ucciderci, una caccia andata male rimanendo feriti ed a bocca asciutta etc etc) poteva avere un peso enorme e risultare fatale anche a dispetto di innumerevoli eventi positivi precedenti, quindi essere negativi, soffrire psicologicamente molto a seguito di eventi negativi e quindi poi cercare di evitarli il più possibile evitando rischi e restando nella zona di comfort era uno tratto favorevole che quindi si è trasmesso.
 
Insomma siamo fatti così, come tante cose ereditate dai nostri antenati selvaggi, nel mondo moderno tecnologico e sicuro dove i problemi non sono più i predatori ma la caduta dei capelli, gli addominali e l'ultimo iphone questo meccanismo non è più tanto positivo anzi.

 
Già conoscerlo è un grande passo avanti per mitigarlo.
 
Una cosa secondo me molto utile è tenere nota degli eventi positivi, quando le cose vanno bene, quando siamo felici, quando otteniamo un successo in qualche campo... annotarlo, documentarlo e tenere i ricordi ben conservati.
 
In modo che quando accadrà (perchè accadrà più di una volta) quell'evento di merda che tende a buttarci giù e inizieremo a pensare che la vita faccia schifo, che ci vada sempre tutto storto e che siamo i re degli sfigati... possiamo tirare fuori il nostro bel diario dei ricordi e fare una somma razionale delle cose rendendoci conto se davvero (come nel 99% dei casi nei paesi "ricchi" occidentali come il nostro) ci vada tutto male oppure è il nostro negativity bias che ce lo suggerisce ed in realtà l'evento merdoso di oggi è stato solo un piccolo incidente in un ottimo percorso.
 

Tendiamo a dimenticarci dei progressi e dei successi e dare un peso enorme agli insuccessi ed agli stalli... tenerne nota e andare a ricordarli nei momenti opportuni può aiutare molto più di quanto si creda.

QUI e QUI altri due articoli che invito a leggere sull'argomento.

Come applicare questi ragionamenti all'allenamento

Chi si allena davvero bene e con impegno, sa benissimo che ogni tanto (neanche troppo raramente anzi) ci si scontra con le classiche giornate no in cui apparentemente senza motivo va tutto male, ci si vede una schifezza, in allenamento si rende poco, si è svogliate e scarichi.

Quando succede è sempre una mazzata tremenda, si tende a buttarsi giù di morale ed a mettere in discussione tutto quello che si sta facendo.

Le giornate così capitano a chi si impegna veramente, in palestra come in tutti i campi della vita.

Più che concentrarsi ed deprimersi sugli eventi negativi, è bene razionalizzare e ricordare tutti gli eventi positivi degli ultimi tempi, i grandi allenamenti, i record personali messi in palestra, i giorni in cui ci si è visti alla grande allo specchio, ci si è sentiti pieni di energie.

Da questo punto di vista aiuta molto tenere un diario degli allenamenti magari abbinato a delle foto quando ci vediamo alla grande in modo da poterlo consultare nei momenti peggiori e ricordarsi che in realtà negli anni siamo migliorati un sacco ed abbiamo fatto e stiamo facendo un ottimo percorso e l'evento negativo è stato solo una goccia nel deserto che non significa nulla.

Tenendo sempre a mente che non si può pretendere di stare sempre al top della forma e dell'estetica e che i lunghi percorsi di trasformazioni fisica e di miglioramento prestazionale hanno fisiologici alti e bassi e non sono percorsi lineari ma ondulati fatti di stalli e miglioramenti repentini.

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