piegamenti anelli

Esercizio : Piegamenti agli anelli larghi con piedi rialzati

Muscoli target : Pettorali

Muscoli sinergici e stabilizzatori : Deltoidi anteriori, tricipiti, bicipiti, dorsali

Tipologia : Multiarticolare

Piegamenti (comunemente chiamate Flessioni) agli anelli larghi per i pettorali con piedi rialzati.

Esercizio molto interessante per i muscoli di spinta e specialmente per i fasci alti dei pettorali.

Giocando con la distanza tra i due anelli è possibile modulare la componente trasversale della resistenza, e di conseguenza l'enfasi sui pettorali.

La peculiarità degli esercizi agli anelli, non è come molti credono l'INSTABILITA' ma la possibilità di effettuare movimenti CONVERGENTI\DIVERGENTI a seconda di come viene impostata la distanza fra gli anelli.

Cosa non permessa dal TRX che ha origine unica della maniglie ed al massimo permette movimenti divergenti. (Ottimi ad esempio per i deltoidi posteriori)

Tecnica Esecuzione e consigli

Tenendo i gomiti leggermente più verso il corpo a circa 45-60° si rispetta pienamente il ROM dei fasci clavicolari del petto e si mettono al sicuro le articolazioni delle spalle. Rispetto ai classici esercizi di distensione c'è la peculiarità di avere le scapole libere di muoversi e ruotare. Ovviamente c'è un gran lavoro dell'addome e di tutto il CORE per stabilizzare il corpo. Per la massima enfasi sui pettorali, settare gli anelli più distanziati e farli toccare in massima contrazione a fine ROM.

Le prime volte che si approccia questo esercizio, la limitante molto probabilmente sarà l'equilibrio ed il controllo del CORE più che la forza nei muscoli di spinta.

Da tenere in considerazione in ottica sviluppo muscolare soprattutto per quei soggetti che a causa di una struttura sfavorevole con i classici esercizi di distensione con bilanciere ottengono pochi risultati. Ovviamente come sempre, non va fatto l'errore di considerare un esercizio come "risolutivo o migliore" ma semplicemente un'arma in più da sfruttare in caso di necessità e per variare gli allenamenti.

Valgono tutte le indicazioni tecniche delle spinte con manubri per il petto : Scapole addotte e depresse, petto in fuori, glutei contratti a stabilizzare la schiena, movimento circolare tentando di tenere i polsi sempre un pò esterni rispetto ai gomiti. Gli anelli larghi che tirano verso l'esterno forniscono tensione anche a fine concentrica e quindi si può chiudere il movimento a differenza dei manubri.

Evitare di inarcare la parte bassa delle schiena finendo in iperlordosi, utilizzare i glutei e gli addominali per stabilizzare la schiena ed il bacino.

 

Progressione

Esercizio che almeno inizialmente per gran parte delle persone risulterà abbastanza duro anche a corpo libero, in quel caso l'ideale è metterlo quando si è freschi ad inizio allenamento. Quando si è sviluppato un buon numero di ripetizioni a corpo libero, può essere utilizzato in tutti i range e con protocolli anche di densità.