tabula rasa

Il concetto di "tabula rasa" alla nascita è pregnante la nostra cultura.

Quel concetto per il quale alla nascita siamo più o meno tutti uguali di fronte alla natura, al netto di qualche macroscopica differenza come colore della pelle, occhi, capelli, altezza etc.

E che quindi abbiamo tutti un potenziale simile, possiamo insomma tutti aspirare a diventare qualsiasi cosa basta solo lavorarci duro per abbastanza tempo no ?

Non a caso la nostra è una società fondata sul "se ti impegni nulla sarà impossibile, se hai un sogno inseguilo, quelli che hanno maggior successo sono quelli che ci hanno provato di più" etc etc.

Questo argomento è affrontato particolarmente nel libro di Steven Pinker "The Blank Slate" che significa letteralmente, lastra vuota, tabula rasa.

Lui è un psicologo docente di Harvard, ed il libro è sulla psicologia evolutiva e confuta proprio questa tesi.

Sempre più evidenze grazie alle nuove tecnologie e nuovi studi, nei campi di genetica e neuroscienza soprattutto, stanno pian piano smantellando nella comunità scientifica questa visione.

Ormai è ben consolidata l'importanza fondamentale che la genetica riveste non solo sulle caratteristiche di partenza di una persona ma anche e soprattutto sul suo potenziale e capacità di rispondere agli stimoli sia a livello fisico che a livello psichico e mentale.

Insomma per dirla facile, non nasciamo "tabula rasa" ma la nostra "tabula" è già fornita di indicazioni molto precise che occupano gran parte del suo spazio dalla nascita.

Questo si va tanto affermando nella comunità scientifica quanto viene ripudiato nella cultura comune perchè secondo alcuni mina le fondamenta di uguaglianza e meritocrazia della civilità occidentale.

Basta solo vedere le reazioni indignate quando si fa notare che magari tra due ragazzini del liceo, uno mostra enormi potenzialità per lo studio e lavori mentalmente complessi mentre un altro ha molto meno potenziale e stenta anche impegnandosi.

"Come osate, state dicendo che mio figlio non è uguale all'altro, che è scemo?"

Ironicamente, l'unico ambito in cui sembra accettato il concetto di talento naturale e del fatto che influenzi in modo ENORME ogni forma di risultato, è negli sport e più di tutti quelli che tendono ad essere giochi (es calcio).. forse perchè visti come una cosa non seria e quindi in cui si può accettare che non tutti sono uguali.

"Quello è un talento, è nato per giocare a pallone"

"Quello è proprio scarso, è nato negato per il calcio"

Sono cose che si sentono ogni giorno e si possono dire.

Ma guai a dire

"Quello è un talento, è nato per fare lo scienziato"

"Quello è proprio scarso, è nato negato per lo studio"

che passate per bestie retrograde tempo zero.

Ma la cosa che veramente irrita, è quando chi è ben consapevole di tutto ciò, sfrutta la credenza (o meglio voglia di credere per non accettare la realtà dura come un pugno sui denti) per raggirare le persone attribuendo i risultati di palesi talenti naturali a fantomatici metodi da vendere.

Il super modello ultrafigo che ti vende "l'allenamento del campione" promettendoti che è quello che gli ha fatto ottenere quel corpo.

La modella ultrafiga che fa lo stesso con "la dieta X"

Il grande seduttore che ti vende il metodo per diventare un latin lover

Il leader carismatico che ti vende il metodo per diventare leader

Il super genio che ti vende il metodo per studiare come lui e fare gli esami in metà tempo

E si potrebbe continuare all'infinito.

Su cosa giocano tutti ? Sul concetto di tabula rasa.

Partiamo tutti allo stesso livello, quindi è merito del metodo... compralo e sarai come me.

Ma loro partivano infinitamente già più avanti e con l'impegno ed il metodo sono arrivati ancora più avanti.

Ma questo non te lo dicono, perchè se partiamo tutti allo stesso livello c'è margine per sognare ed una persona che sogna e crede nei propri sogni è disposta a tutto ed è il consumatore perfetto.

La disillusione è nemica del consumo, ma dopo averci fatto pace probabilmente diventa buona amica della serenità.

Perchè se dopo anni di scuola calcio ancora faccio fatica a palleggiare, forse è ora di togliermi dalla testa di diventare un calciatore professionista ed investire tutte le mie energie fisiche e mentali per diventarlo... ma ciò non mi vieta in alcun modo di andarmi a fare tutte le partite con gli amici che voglio, godermele tutte dal primo all'ultimo minuto ed esserne felice.

E soprattutto l'essere umano ha infiniti potenziali talenti ed attività a cui applicarli.

Ognuno sarà scarso in certe cose e portato in altre.

Ma citando Einstein :

"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido."

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