homo deus

Ho appena concluso la lettura di Homo Deus di Y. Harari.

Un libro davvero fantastico che mi è piaciuto tantissimo, probabilmente anche più del precedessore "Sapiens" se possibile.

Di base l'autore lo presenta come la previsione probabilistica di che futuro potremmo aspettarci, quando le sempre più crescenti tecnologie biotecnologiche, genetiche, cibernetiche ed intelligenza artificiale entreranno a far parte pienamente delle nostre vite arrivando praticamente a fondere l'uomo biologico e le macchine potenziando l'homo sapiens evolvendolo appunto in Homo Deus, con capacità prima che fisiche sopratutto mentali potenziate...

E tutto ciò potrebbe portare ad una nascita di una nuova "religione" con i suoi dogmi e cioè quella tecnologica.

Ma la parte migliore del libro non è tanto l'ipotesi di cosa ci accende in futuro ma l'escamotage narrativo per il quale :

"per provare ad ipotizzare cosa ci serba il futuro dobbiamo conoscere bene il passato"

attraverso cui Harari fa un'analisi storico-culturale-biologica-evoluzionistica di tantissimi aspetti dell'uomo, dalle diverse culture alle religioni, dalla morale all'etica, dal dogmatismo al libero arbitrio, dal comunismo al capitalismo, dalla libertà all'uguaglianza passando per le infinite sovrastrutture artificiali che esistono solo nella nostra mente e da cui siamo plagiati fin dalla nascita, ai bisogni, paure, necessità, visione della mente umana e della coscienza come una serie di algoritmi biologici complessissimi con implicazioni meccanicistiche e deterministiche.

Per poi analizzare negli ultimi capitoli quelle che saranno probabilmente le religioni del futuro delle quali iniziamo già ora a vedere i primi sviluppi : il "dataismo" cioè culto dei dati... e "l'umanesimo tecnologico".

A tratti sconvolgente.

Un libro che tutti dovrebbero leggere, anche solo come esercizio mentale per trarne spunti di discussione e ragionamento e mettere in dubbio alcune certezze che alla fine non sono così fondate come crediamo.

Sicuramente, una lettura obbligata per chi ha letto "Sapiens" per completare il discorso.

Riporto di seguito un paio di passaggi che mi hanno particolarmente colpito :

La modernità è un accordo. Tutti noi firmiamo questo accordo nel giorno in cui nasciamo, ed esso regola le nostre vite fino al giorno in cui moriamo.

Pochi di noi possono rescindere o trascendere questo accordo.

Plasma il nostro cibo, i nostri lavori ed i nostri sogni, decide dove abitiamo, dove amiamo e come moriamo.

Ad una prima occhiata, la modernità sembra un accordo estremamente complicato, e così pochi capiscono cosa hanno realmente firmato.

In realtà alla fine la modernità è un accordo sorprendentemente facile.

L’intero contratto può essere sintetizzato in una singola frase : gli uomini accettano di abbandonare il “significato” in cambio del “potere”.

Fino ai tempi moderni, molte culture credevano che gli uomini giocassero una parte in qualche piano cosmico.

Il piano era ideato da qualche divinità onnipotente, o dalle eterne leggi della natura e l’umanità non poteva cambiare ciò.

Il piano cosmico dava significato alla vita umana, ma allo stesso tempo ne limitava il potere.

Gli umani erano come attori sul palcoscenico.

Sacrificando il potere, gli umani delle epoche pre moderne credevano così di acquisire significato per le proprie vite.

Era veramente importante se combattevano coraggiosamente in battaglia, se supportavano un giusto Re, se mangiavano cibi proibiti per colazione o se avevano relazioni amorose extraconiugali con i vicini.

Tutto ciò ovviamente creava alcuni inconvenienti ma dava agli uomini protezione psicologica contro i disastri.

Se accadeva qualcosa di terribile come una guerra, una piaga o un alluvione, le persone si consolavano a vicenda raccontandosi che “tutti noi giochiamo un ruolo in qualche piano cosmico ponderato dagli dei o dalle leggi della natura.  Non abbiamo potere sulla trama,  ma possiamo dormire tranquilli che tutto accade per un motivo.”

Le culture moderne rifiutano questo concetto del piano cosmico.

Non siamo attori in qualche recita universale.

La vita non ha una trama, non ha un regista, e non ha significato.

Al meglio delle nostre conoscenze scientifiche, l’universo è un processo cieco e senza  scopo, pieno di suoni e furia ma che non significano nulla.

Poichè non c’è una trama, e poichè gli uomini non sono tenuti a perseguire nessun ruolo, cose terribili potrebbero essere nel nostro futuro e nessun potere superiore verrà a salvarci, o a dare un significato alla nostra sofferenza.

Non ci sarà alcun lieto fine, o finale triste, non ci sarà alcun finale proprio.

Le cose succedono e basta, una dopo l’altra.

Il mondo moderno non crede nello scopo, solo nelle cause.

Se la modernità ha un motto, questo è : “la merda, capita.”


"E’ molto più facile vivere nelle fantasie, perchè esse danno significato alla sofferenza.

I preti hanno scoperto questo principio migliaia di anni fa.

Se vuoi far credere le persone in entità immaginarie come gli dei o le nazioni, devi fargli sacrificare per loro qualcosa di prezioso.

Più doloroso è il sacrificio, più convinte le persone diventano.

Un povero contadino che sacrifica un preziosissimo toro a Giove diverrà convinto che Giove esiste davvero, altrimenti come potrebbe giustificare la sua stupidità ?

Per la stessa ragione, se avessi sacrificato un figlio alla gloria della nazione o le mie gambe per la rivoluzione comunista, ciò sarebbe abbastanza per me per trasformarmi in uno zelante nazionalista o un entusiastico comunista.

Perchè se la nazione o il comunismo si rivelano delle menzogne, allora sarei forzato ad ammettere che la morte di mio figlio o la mia paralisi siano state completamente senza senso.

E solo poche persone hanno lo stomaco di ammettere una cosa del genere."