Tom Purvis
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Tom Purvis ci spiega in dettaglia cosa si intende per integrazione e cosa per "isolamento" nell'allenamento.

 

Spesso vediamo diatribe tra scuole di pensiero diverse, tra chi sostiene che l'isolamento sia innaturale e sbagliato e chi invece lo ritene fondamentale.

 

Tom spiega come queste polemiche siano oltre che totalmente inutili, basate su una non conoscenza del vero significato di questi termini.

 

Integrazione come suggerisce il termine sta ad indicare movimenti ed azioni complesse che sfruttano l'azione sinergica di più componenti, più gruppi muscolari, più articolazioni interessante, tutte coordinate all'unisono dal cervello per generare un movimento complesso in maniera fluida e naturale.

 

Isolamento è un termine che lo stesso Tom dice di odiare perchè fa passare un messaggio sbagliato.

 

Lui preferisce parlare di "stimolo specifico".

 

In questo senso uno stimolo specifico non è altro che impostare un dato esercizio rispettando le basilari leggi della fisica, in modo che va a stimolare una data struttura su cui vogliamo soffermarci e potenziare specificamente. (Che può essere un gruppo muscolare, o componenti di un articolazione che hanno poca tolleranza al carico e bassa soglia di sopportazione ad esempio etc)

 

L'isolamento viene prima dell'integrazione in una scala di priorità.

 

Questo perchè per integrare, tutte le componenti che partecipano al movimento integrato (muscoli, articolazioni etc) devono essere pienamente capaci di sviluppare le richieste necessarie.

 

Se c'è un punto debole in un movimento integrato (ad esempio un muscolo incapace di generare forza adeguata oppure un componente di un articolazione intollerante all'intensità etc) il cervello pur di riuscire a completare il movimento creerà dei compensi, e nel tempo diventerà sempre più bravo a compensare virando su un movimento diverso per evitare il più possibile di utilizzare i punti deboli ed usare al meglio quelli forti.

 

Tramite stimolo mirato (quindi isolamento nel gergo comune) potrebbe essere possibile recuperare il dislivello e la debolezza del punto debole, mettendolo in pari e rendendolo disponibile per l'integrazione nei movimenti complessi evitando quindi la necessità di ricorrere a compensi del movimento.

 

Per questo motivo Tom si fida poco dei sistemi di screening basati sui movimenti, perchè sostiene che può che individuare i singoli problemi e punti deboli individua la capacità di compensare bene a delle mancanze riuscendo comunque ad effettuare determinati movimenti.