body building

Oggi ho il piacere di intervistare Luigi Colbax. Luigi è un culturista italiano, campione del Due Torri nel 2002 e 2007, da oltre 30 anni. Trainer e Preparatore non solo di culturismo ma anche e soprattutto attualmente di funzionale e di crossfit.

Abbiamo parlato in generale di tutto ciò che riguarda il mondo del Body Building, passato, presente e futuro e della figura e lavoro del Personal Trainer.

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 Ciao Luigi e grazie per la disponibilità a questa intervista!

Ci fai una introduzione di te stesso, sul percorso sportivo e professionale che hai compiuto ?

Sportivamente ho iniziato a 5 anni con la ginnastica artistica (durata per 5 anni), poi arti marziali (altri 5 anni)  passando per il ciclismo (3), molto bodybuilding (35)e negli ultimi 10 anni functional tra kettlebell e crossfit, tutto anche agonisticamente parlando. Non far la somma degli anni per sport però, alcuni li facevo contemporaneamente.

Professionalmente ho avuto la mia prima palestra nel 1983,  allora come Certificazione c’era solo quella LIBERTAS-CONI, durava diversi week end, e alla fine se superavi l esame scritto e pratico eri “Maestro di Physical Fitness”…  J.

Da li in poi non conto gli attestati, brevetti e certificazioni che ho fatto. Molti all’ estero perché qui la qualità non sempre è garantita. Mi sono iscritto a SM ma non ho più finito causa troppo lavoro (e soprattutto incapacità mia di organizzarmi meglio il tempo) e un po’ me ne rammarico. Di fatto vedo che il professionista lo fa più l’ esperienza che la conoscenza teorica, anche se quella serve da base.

Sei stato un atleta di alto livello di Bodybuilding, hai vissuto il periodo in cui i farmaci erano legali, acquistabili in farmacia, ci si poteva avvalere di consigli medici e non se ne faceva mistero, ora sei un Trainer che lavora molto anche con la popolazione comune che è ben lontana dal bodybuilding  e quindi hai una panoramica completa.

Qual è la tua idea sulla situazione attuale del mondo Fitness in Italia ? Cosa pensi non vada per nulla bene e debba cambiare e cosa invece è un punto forte sui cui basarsi per il futuro del settore ?

Beh, a dir il vero non è che ai “miei tempi” i farmaci fossero “legali”…semplicemente venivano venduti con leggerezza da parte delle farmacie. Forse pensavano li prendessimo per il nonno che gli tirava poco o per i motivi terapeutici del bugiardino. Forse nemmeno gli stessi farmacisti ci capivano un granchè sul prodotto che vendevano.

O forse ci lucravano e stop, anzi, forse questa è la vera motivazione per la quale potevi uscire da una farmacia con 100 scatole di sustanon e 200 di winstrol (che poi erano 600 fiale, visto che ogni scatola di W ne conteneva 3). Comunque dopo la morte di un paio di weightlifters altoatesini nel 1991, imputata all’uso di steroidi, iniziò il primo giro di chiave da parte dei NAS.

Nel mondo del fitness, da allora ad oggi ciò che è rimasto costante è la mala informazione. Tanto c’era prima per mancanza di mezzi (quindi poca informazione in generale), e troppa  malainformazione c’è ora per sovraccarico di nozioni fake e/o comunque non contestualizzabili. Chi vuol conoscere (ora come allora) continua a “cercar la verità” non smettendo di farsi domande e restando con la mente aperta, ascoltando tutti e analizzando metodicamente.

Confrontando teoria-pratica ogni giorno. Ma ciò che continua a non andar bene è la mancanza di volontà di CONOSCERE DAVVERO. La situazione attuale è che c’è una nuova generazione che vuole capire ed è abbastanza disincantata, ha la tecnologia per confrontare e vedo una rinascita dell’allenarsi davvero, parlo del crossfit del ritorno del weightlifting (grazie al crossfit) del powerlifting e delle kettlebell grazie a figure carismatiche come Gruzza e Zonin.

E poi rimane la generazione invece che vuole credere e che resterà sempre il fanalino di  coda, credendo di “saper fare” ma restando al 40% delle proprie potenzialità e conoscenze. Infatti a controparte di chi si sta formando molto seriamente con impegno e informandosi tramite i giusti canali, c’è chi fa il saccente mentre di fitness non ha capito un cazzo.

Molti nel crossfit, per esempio, purtroppo son così: improvvisati che dopo 6 mesi di CF credono di esser i guru della disciplina. Idem nel BB….ancora nelle palestre sento le stesse cazzate di 30 anni fa! Per “salvare tutti” basterebbe che le certificazioni fossero più impegnative, ovvero con esami all’ interno del percorso di formazione, da superare per verificare se ciò che è stato insegnato precedentemente è stato assimilato prima di continuare.

E una volta certificato, il soggetto dovrebbe fare tirocinio almeno 6 mesi sotto un professionista affermato. Come chi studia giurisprudenza, mica può far l’avvocato il giorno dopo la laurea! In Italia invece 2 giorni di corso fitness, e il 3^ sei tuttologo…1 Il punto forte per me adesso lo fa in testa Andrea Biasci col suo Project Invictus.

Ce l’avessi avuto io 30 anni fa un punto d crescita così forte….Chapeau! Ne stanno seguendo altri, gente col cervello acceso, voglia di capire e senza pregiudizi, per fortuna! Siamo sguazzati per 30 anni su credenze della “bro-science”. Un esempio su tanti? Il “natural peaking”….come buttar via 30 anni di convinzioni su nutrizone del culturista (e non solo) che ci hanno impedito di aver i migliori risultati mai visti senza tutto il sacrificio che abbiamo fatto.

Credi che la figura del personal trainer in Italia sia valorizzata e si abbia la percezione della sua importanza o sia ancora sottovalutata ? Come è stata l’evoluzione di questa professione negli anni e come pensi si evolverà in futuro?

La mia opinione riguardo al percezione della figura del PT è che la gente tende a mettere la responsabilità del risultato nelle mani del PT credendo che sia sufficiente pagare un professionista – o presunto tale – per aver il fisico che sognano. Va anche detto che quando si acquista qualcosa, tutti conoscono il prezzo ma quasi nessuno sa valutare in modo oggettivo il valore. Credo che soprattutto e purtroppo TROPPA gente metta il focus SUL PREZZO delle lezioni o della consulenza, senza saper valutare cosa effettivamente si portano a casa, cioè un nuovo stile di vita con annessi e connessi. Vero anche che il “nuovo stile di vita” son pochi i trainer a saperlo insegnare.

L’ evoluzione finora per me non c’è stata. Il 90% dei PT lavora sul concetto del “pacchetto di ore” e sulle ore fatte. Mentre dovrebbe evolversi nell’ impostare un percorso dentro il quale si affianca il cliente e lo si porta a raggiungere il risultato. In altre parole: vendere un pacchetto da 10 sessioni non serve a un cazzo.

Dopo 10 ore il cliente sarà uguale a prima o poco meglio, ma 10 a 1 non avrà altri 300€ (per dire la cifra standard) ; risultato: il cliente non avrà avuto un gran servizio (come si fa ad avere un risultato in 10 ore??) e il PT non avrà avuto modo di sviluppare le strategie per ottenere tal risultato.

L’ evoluzione successiva è quella che i nostri colleghi d’ oltreoceano ci fan vedere da anni e che io ho intrapreso dal 2003 circa: la consulenza, anche online. Oltre alle sessioni di PT ovviamente, che però diventano una conseguenza della prima, e con sessioni skype per confronti di persona. L’ evoluzione si avrà grazie alla tecnologia, usando app e software “on the cloud” per interfacciarsi e per monitorare al meglio.

Secondo te ad oggi quale potrebbe essere la migliore scelta per lavorare con qualità da parte di un Trainer ? Lavorare ospite di un gran centro, provare ad aprirsi un piccolo centro in proprio, aprisi un piccolo studio personal, lavorare su più centri ?

La prima cosa che dovrebbe fare un PT  per lavorare con qualità è DARE CONTENUTI DI VALORE gratis attraverso consigli dati a utenti della palestra che frequenta, tramite blog o social per crearsi una credibilità. Aumentare la visibilità interagendo con le persone, sempre.

Poi, quando hai credibilità diventi autorevole e quando hai visibilità e sei autorevole son le persone che vengono da te. A quel punto puoi star dove vuoi. Io sto a Tenerife ma mi scrivono tutti i  giorni decine di persone. Molto più che star in palestra.

La qualità è la base. E credi che ci sono molti più PT che fanno pena anche se lavorano dal vivo col cliente che PT con le contropalle che fanno consulenze online.

Sei uno dei migliori comunicatori del settore, riesci a far passare i messaggi importanti senza scadere nel nozionismo e nell’autocelebrazione come troppi fanno, come valuti il livello generale di consapevolezza ed informazione nel settore ? Quali sono gli aspetti fondamentali che si dovrebbero far arrivare alla popolazione fitness per migliorare il livello generale, anche dal punto di vista della consapevolezza di una corretta attività fisica ed alimentazione per il benessere generale ?

Meno EGO e più orientamento al cliente, sentito con il cuore. Se non si usa questo approccio alla popolazione fitness non arriva un razzo, come dice Biasci.  E FARE le cose no solo SAPERLE in teoria. Non puoi parlare di TUT, per esempio, se non hai fatto almeno 1 anno a praticarlo ogni allenamento: perché ignori le parti emozionali e gli errori che si commettono nel praticarlo da principianti e se le ignori non sai cosa vuol dire far TUT. Per esempio. Appunto.

Qual è l’errore più comune che commettono le persone che vogliono raggiungere un obiettivo che esso sia il dimagrimento, la prestazione, l’estetica o altro ?

Voler credere (alle fate), più che voler capire (a come funziona davvero).

Che ruolo attribuisci all’attività fisica e corretta alimentazione per quanto riguarda la salute ed il wellness della popolazione generale ?

In rapporto tra loro 70% alimentazione corretta e 30% workout.

In un ambiente dove la soggettività dovrebbe regnare sovrana (da cui lo stesso termine “Personal” Trainer) tutti vogliono vendere metodi preconfezionati invece di basarsi su pochi eterni principi fondamentali. Cosa pensi in proposito ?

Si parte dal principio con cose “base” e quindi praticamente uguali per tutti. Lo squat lo devono saperlo far tutti sennò cagheranno in piedi per tutta la vita….poi invece il pistol va insegnato progressivamente e individualmente in base alle caratteristiche di abilità fisica del soggetto (mobilità, equilibrio ecc.). Se hai 3 ernie cervicali le handstand e press pesanti magari no….quindi crossfit solo per gioco, per esempio.

Quindi ci sono tabelle standard dove tutti devono passare e poi le personali dove si segue la situazione fisiologica del cliente. Chi vende preconfezionati lo fa per un mercato che cerca preconfezionato, anche perché costa meno. Io vendo anche preconfezionati su specifica richiesta di clienti che non vogliono spendere per una cosa approfondita. “Gli basta muoversi un po’”….contenti loro, pagano me.

Qual è il tuo approccio all’allenamento, sia da atleta che da Trainer ? I punti fondamentali imprescindibili.

I punti fondamentali sono, in ordine di importanza:

1 – DIVERTIRSI

2 – curare mobility e endurance (non lo fa NESSUNO CAZZO!)

2- migliorare la forza

3 – ciclizzare e variare

4 – testarsi periodicamente per verificare se ci son state progressioni

Quanto trovi che l’estetica pura (culturismo) sia correlata alla funzionalità e prestazionalità ? Molto spesso si scatenano polemiche tra chi sostiene che per perseguire l’estetica bisogna passare dalla forza, dalla funzionalità e quindi da certi esercizi, e chi invece sostiene che l’estetica sia una sfera a se che si sviluppa tramite i suoi stimoli. Tu come la vedi ?

L estetica non c’entra con la funzionalità. Anche una statua è estetica, ma non è funzionale. Il Body Building si ispira(va) a somigliare a una statua. Il 99% dei Body Builders che conosco ( a parte me e gli altri che compongono l’ 1% restante) quando si muove sembra un misto tra robocop e l’orso Yoghi. Però da fermi o in posa son belli.

Il body building sta alla funzionalità e alla prestazione quanto lo shampoo sta ai calvi.

Nutrizione : una questione sempre aperta è  quella dei trainer che danno consigli alimentari che tendono a diventare diete. Sappiamo che senza curare l’alimentazione i risultati a prescindere dall’allenamento non possono essere ottimizzati. E che l’alimentazione deve essere basata sull’allenamento e non fine a se stessa, quindi diventa difficile se chi cura i due aspetti non è in sintonia. Però legalmente anche su soggetti totalmente sani chi non è un nutrizionista abilitato iscritto all’albo dei medici o biologi ha le mani totalmente legate dal punto di vista dell’alimentazione. Tu che idea ti sei fatto ? Credi che le regole e leggi attuali siano giuste, o vada fatta una grossa distizione tra soggetto sano e malato ?

Hahaha!! Legalmente NON ESISTE NESSUNA LEGGE AL RIGUARDO ALMENO IN ITALIA.

Questo lo sappiamo “in 5” in Italia, e il top è che abbiamo ragione noi! Pensa come a volte la disinformazione viaggia sovrana…!

Non c’è legge a riguardo perché infatti sono solo PARERI MINISTERIALI (che NON sono leggi e neanche decreti legge!!)

Questi recitano che per far diete bisogna esser dottori o biologi, ma, di fatto, così dicendo tutte le mamme del mondo che nutrono i loro figli sarebbero fuori legge; così anche i ristoratori, perché ognuno dei menzionati decide grammature e combinazioni alimentari per altre persone…! E oltre a questa obiezione logica rimane che alle persone SANE chiunque può suggerire diete anche se fa il fabbro. Perché? perchè l’ articolo 2 della Costituzione Italiana dice chiaramente che l’individuo  è LIBERO di esercitare le proprie scelte di vita religiose politiche sessuali e ovviamente anche alimentari.

Quindi se decido di essere vegano e mi faccio far la dieta dal fruttivendolo HO IL DIRITTO DI FARLO con buona pazienza del parere ministeriale e di quei 4 sfigati che si sentono depredati del proprio titolo da gente senza quel titolo ma più brava di loro a far il lor mestiere. Amen. Nessuno mi può impedire di far una dieta a chi voglio se mi è  chiesta da lui. Il parere ministeriale va a scontrarsi con la Costituzione Italiana, che giuridicamente pesa ben di più.

Integrazione : l’industria degli integratori è fortissima ed ha fatturati molto alti, ma il 90% degli integratori finisce per essere fuffa, o troviamo molecole sottodosate, o sostanze che in realtà non hanno alcun effetto tangibile. Tu che posizione hai ?

Io dopo aver usato davvero quanto il mercato internazionale ha presentato dal 1980 al 2005 ho smesso di credere all’ integrazione in genere. Uso proteine in polvere per comodità e per il gusto, poca altra roba della quale faccio più atto di fede che certezza di validità…. Qualche integratore in certi casi ha senso…ma solo (forse) il 5% di tutto ciò che il mercato presenta.

Cosa ne pensi della situazione attuale del Body Building agonistico in Italia ? Ci sono state molte polemiche relative ai controlli antidoping in gare appartenenti a federazioni esplicitamente non natural ultimamente, oltre alle solite lamentele per i falsi natural infiltrati in gare che bandivano esplicitamente l’uso di farmaci.

Il body building di adesso è come 30 anni fa, dal punto di vista del doping. Il doping non è un problema del Body Building ma dello sport in generale e anche della società, cosi stressata dai media a confrontarsi con modelli fisici e di performance irraggiungibili per i più. Detto ciò, i controlli fuori egida del CONI non ci sono, fatta esclusione della NBFI che si rivolge ai laboratori USA per le verifiche.

I controlli fatti nelle federazioni di Body Building sono solo perché, a scopo di essere fiscalmente riconosciute come ASD, si affiliano a enti di promozione sportiva del CONI.

Se non lo facessero, come non lo facevano 20 anni fa nessuno controlla nessuno. La questione è semplice: vuoi drogarti? E’ una tua scelta. Competi con gente che fa le tue stesse scelte. Vuoi competere in un contesto “pulito”? Dovresti abbracciarne la causa con convinzione e contare che anche gli altri siano nella tua lunghezza d’ onda.

Non credi sia possibile? Non gareggiare e non lamentarti. Gareggi dopato nei natural? Sei sfigato dentro; lo saresti anche senza gare di Body Building…è una questione di valori della persona. I “poveri di spirito” ci son da sempre. Comunque.

Argomento caldo : i farmaci.  Molto spesso si tende – soprattutto da parte di chi li usa – a minimizzarne l’efficacia e l’effetto dicendo che rappresentano solo la ciliegina sulla torta e che richiedono sacrifici ancora superiori. Ma la scienza e l’evidenza aneddotica dimostrano che l’assunzione a dosi sovrafisiologiche di anabolizzanti è il primo motore per la crescita muscolare ancora di più dell’allenamento. E’ davvero così ?

Se ti fai le bombe e non sai allenarti e mangiare, sarai solo pieno di ritenzione idrica e di effetti collaterali. Il doping è per i campioni – diceva Coppi….ovvero per quanto è pericoloso bisogna aver grande informazione su come agisce e altrettanta attenzione sui sintomi che si hanno per circoscrivere gli effetti collaterali.

Ho conosciuto gente che si è creata complicazioni di salute col solo winstrol orale…e gente che a 4 sustanon/mese per anni ha fatto 3 figli e ancora gli tira. E’ una roulette russa, come negli anni ’90 quando andavi in disco e prendevi le ecstasi..mica sapevi che c’era dentro!! Una roulette russa soprattutto ora che il 90% del mercato è al nero.

Quindi l efficacia è potente sia nel “voluto” (muscoli) che nel “non voluto”(effetti collaterali) quindi chi sta sotto terapia può fare allenamenti straordinari, può farlo proprio in ordine alla spinta ergogenica delle bombe. Infatti se le chiamano “bombe” un motivo ci sarà…. Tuttavia se non si sa allenare resterà un ciccione pieno d’acqua che torna un secco di merda a fine terapia; il primo motore per la crescita è ALLENAMENTO E ALIMENTAZIONE CORRETTI, i farmaci aiutano a crescere, ma vengono dopo.

Sai le quintalate di macachi che conosco che si bombano quanto me ai tempi, e fan cagare lo stesso mentre io con gli stessi loro dosaggi vinsi 2 volte il 2 torri(2002-2007)?.....se fosse il doping il primo motore farebbero meno cagare anche loro…

 

 

Credi che – per chi non smette di allenarsi – l’uso di anabolizzanti e il raggiungimento di livelli impossibili da natural forniscano un vantaggio a lunghissimo termine anche quando cessa l’uso di essi (ma non dell’allenamento ed alimentazione) ? E che quindi una volta che si è fatto uso, non è più possibile definirsi davvero natural neanche dopo anni ?

Qui dico la mia esperienza e mi fermo qua perché non saprei valutare su altri. Io nasco meso-ectomorfo: 185 cm x 75 kg. Facevo il ciclista ed ero “perfetto”; di professione ho fatto il fotomodello per anni e infatti ero nel look modaiolo. Ma amavo i superfisici della MARVEL J….

Per guadagnare i 92 kg dei campionati italiani AINBB del 1990 dove arrivai 2° nei massimi (92 kg col 8% fat! Ai tempi al 8% eri stratirato!) ci misi 10 anni, quindi circa 1,7 kg/anno di FFM. Poi con la 1° terapia di 8 settimane presi 18 kg. E poi in qualche anno arrivai a 117 kg, cioè 42 kg oltre la mia “normalità, oppure 25 kg oltre ciò che avevo messo su in 10 anni da natural.

L ultima terapia fatta nel 2007. Da allora il mio peso varia tra i 97 e i 102, col 10% FAT circa. Detto ciò…credo che il vantaggio datomi dal doping sia finito da tempo…almeno per me. Ipotizziamo che io non avessi mai fatto doping: sarei potuto arrivare forse a 95 kg, cioè 2-4 kg in meno di come sono. Di sicuro adesso non ho nessun parametro che mi permetta di far le cose da doped. La WNBF decreta in 7 anni il limite per l’effetto del doping, concordo con loro.

Quanto i miti e i modus operandi nell’ambiente bodybuilding (e per estensione l’ambiente “pesi” tutto) sono stati influenzati dai farmaci ?

Io credo moltissimo. Io sono partito che il doping già si faceva, mi dicono sia iniziato negli anni ’40 almeno nell’ambito del Body Building ma poi ognuno dice la sua e a me sinceramente non mi frega quando sia iniziato. Per me, nel 1980 “nessuno” sapeva chiaramente cosa fosse…si sentiva dire che “il tizio americano anziché svedese, anziché del Burundi”, gli si dava un’ origine a seconda del gusto di chi la raccontava, avesse delle pasticche che aumentavano la forza…erano i tempi in cui nei Diabolik e in altre riviste si propinavano le pomate alla canfora spacciandole per pomate che aumentavano i muscoli!

E usavano – ricordo – le foto di Larry Scott. Fui PROPRIO IO che, grazie anche all’ aiuto di GianMarco Pagliai ai tempi direttore di Cultura Fisica, scrissi una lettera all’ Autorità Garante della concorrenza e del mercato, che fece smettere di pubblicare tali pomate. Mi raccontava Enrico Pierotti che lui vedeva Serge Nubret negli spogliatoi prendere manciate “ad occhio” di Andriol. Comunque….io mi son fulminato la testa col Body Building perché ho visto una foto di Nubret, e poi il logo della WABBA…e nel 1981 …Conan! Avevo 15-16 anni e a quell’ età quei fisici, attaccati a quelli dei fumetti Marvel e a Zagor, erano il mio mondo ideale.

Se vogliamo, il primo dei supereroi dopato è proprio Capitan America (bisogna conoscere la storia di Cap America). Quindi si, siamo stai influenzati. Nel modus operandi uguale: facevi quello che ti diceva “il più grosso” oppure ciò che leggevi sulle riviste, al tempo VIGOR, OLYMPIANS NEWS (l'unica che si distingueva per contenuti. Raggiunge la fama parlando di steroidi prendendone la posizione contraria.), SPORTMAN, CULTURA FISICA e LINEA & SPORT. Arrivarano poi SPORT & SALUTE e BODY’S MAGAZINE…ma TUTTE a propinar schede dei campioni…!! E noi, salami, a farle!! Come se a un ragazzino che inizia ginnastica gli facessero fare il programma di Yuri Chechi.

E sai cosa?...nonostante internet, nonostante l’evoluzione e le evidenze dei fatti…troppi ce n’è ancora nelle palestre a far le cazzate di 30 anni fa. Poi per forza prendono i farmaci…non han capito ‘na cippa di allenamento e di alimentazione… Lascio a parte i “pro”, che vivono per il Body Building, che si informano, che viaggiano, che si confrontano e poi prendono farmaci perché VOGLIONO un fisico ESTREMO, sapendo perfettamente pro e contro dei farmaci e accettando il rischio.

Credi che un atleta natural ed uno dopato vadano considerati due specie totalmente diverse ? Quello che funziona per l’uno non funziona per l’altro e vice versa ?

Ne sono certo. Per 2 motivi: io sono stato natural per 10 anni, poi dopato “a tratti” per altri 17. Quindi ho visto bene sia di qua che di là. Mi son allenato nei modi più disparati e disperati mi vien da aggiungere…cercando sempre il metodo del “sacro graal” e avendo i risultati voluti solo unendo ai vari metodi anni 80-90 il doping.

Il 2^ motivo è che per tutto il tempo che mi son ostinato ad allenare altre persone con gli stesi metodi ho avuto risultati esigui. Ma questo era il “know-how” a disposizione del 100% dei trainer fino al 4-5 anni fa, quando ho capito che bisognava cambiar completamente approccio. E infatti da allora la musica è cambiata. Il natural NON POTRA’ MAI avere la capacità di recupero del dopato né sottoporsi alle stesse intensità, così come un’ auto di serie non può sostenere le perfomance di una F1 o un modello da rally. Quindi programmazioni totalmente diverse.

Cosa ne pensi del fenomeno dei falsi natural ? Alcuni lo fanno per lucro vendendo la loro immagine, altri per puro narcisismo ?

Al giorno d’oggi è talmente tanta la diffidenza su ciò che sia veramente natural che non credo esista gente che va da un falso natural credendo sia natural. Ad ogni modo se un falso natural si vende per tale e poi sa fare il lavoro in modo serio, non ci vedo nulla di male.

Ci vedo piuttosto una persona con complesso di inferiorità, insicuro di sé, tanto da non credere di potercela fare senza doping. Chi lo fa per narcisismo….ancora più compatibile, ha grossi problemi di equilibrio interno ma questo tipo di disturbo mentale esiste a prescindere dal doping. Il doping è solo un mezzo col quale il soggetto esprime il proprio disturbo. Ma lo sarà anche l’eccessiva cura del corpo, la ricerca maniacale nell’abbigliamento ecc. 

In entrambi i casi alla base vi è un disallineamento con se stessi…servirebbe molto coaching….

Se potessi tornare indietro faresti qualcosa di diverso a livello sportivo e professionale ?

Sportivamente parlando, se potessi tornare 15enne adesso farei CrossFit. Tornando nel 1980 farei lo stesso percorso che ho fatto. Professionalmente, invece, fino al 1985 in Italia le palestre non esistevano (esistevano solo scantinati dove far powerlifting/bodybuilding old school, karatè o judo e pugilato oppure qualche palazzetto dello sport dove far ginnastica artistica o weightlifting, motivo per il quale il vecchio ISEF ora SM non dava sbocchi se non come professore di ginnastica a scuola, inoltre era obbligatoria la presenza e io non avevo capacità economiche per sostenermi gli studi.

Quindi se tornassi indietro, potendo, farei biologia e SM. Per cultura mia in primis. Anche se non è solo il pezzo di carta che fa il professionista, ma soprattutto tanta esperienza sul campo.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole intraprendere la strada del body building ?

Consiglierei di affidarsi a chi FA bodybuilding a tempo pieno e contemporaneamente LO STUDIA sempre con passione ed etica morale. Consiglierei di leggere e confrontarsi senza smettere mai, senza pensare mai di “essere arrivato” “di sapere” di “aver capito tutto”, conscio che è una continua evoluzione. E che si impara da tutti.

Infine consiglierei le 6 regole del successo di Arnold. Valgono anche ben oltre il body building.

E cosa consiglieresti ad un giovane che vuole intraprendere la professione di Trainer ? Formazione, studi accademici, tirocini ed esperienze da fare...?

Consiglierei di valutare COSA vuole imparare e di farlo poi in modo ECCELLENTE, di approfondire quanto più può, di darsi un’identità precisa e di solidificare quella identità . La formazione: potendo non escluderei scienze motorie, poi corsi di specializzazione in base alle proprie inclinazioni ma anche corsi al di fuori da queste per bagaglio di cultura personale. Io ho fatto per esempio corsi di pilates e di altre attività specifiche che poi nella mia professione praticamente non uso, ma trovo sempre importante aver nozione di un po’ di tutto.

Infine rimane che bisogna farsi il culo, quindi all’ inzio lavorare lavorare lavorare anche a basso prezzo pur di far esperienza.

Hai una citazione o un pensiero che racchiude la tua filosofia ed approccio allo sport ed alla vita che vuoi condividere ?

Ognuno è artefice del proprio destino.

Grazie mille per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto