body building

Ciao Cristiano e grazie per il tempo che dedichi a questa intervista.

Grazie a te per la possibilità di fare questa chiacchierata al di fuori dei ritmi e dei tempi serrati che ci impone di norma la rete.

 

 Partiamo dall’introduzione di rito, ci fai una panoramica sulla tua formazione e carriera sportiva e professionale ?

Si parla di storia quindi! Sarò sintetico, nel 1982 ad undici anni ho iniziato a fare sport agonistico e ad allenarmi con i pesi, da allora non ho mai smesso. Il mio primo amore è stata la lotta libera, nonostante i risultati buoni a diciannove anni abbandonai la lotta per l'atletica leggera. L'inizio fu promettente, il primo anno e di attività vinsi il Bronzo ai Campionati italiani Juniores nella 4x400m, corsi in 49"8 all'aperto e 50"30 indoor ma all'inizio del secondo anno di allenamento fui colpito da una grave pubalgia e dovetti smettere. Da allora ho praticato molti altri sport, ma sempre e comunque tenendo la base dell'allenamento con i pesi.

Sono appassionato di Body bulding dal 1984 anno nel quale ricordo che vidi una foto di Arnold su una copia del libro il Guinnes dei Primati, ancora la conservo. Solo negli ultimi dieci anni l'ho praticato in maniera continuativa. Adesso ho ripreso con la lotta però. Non mi fermerò mai.

La mia formazione professionale è stata molto semplice, nel 2004 andai a Londra per un anno e presi la certificazione di Gym Instructor e la NvQ di level 2. Dopo dieci anni ci sono tornato per conseguire la qualifica di Personal Trainer  NvQ di level 3 e l'iscrizione al Reps ( Register Of Execise Professional, l'albo professionale britannico).

Sono stati momenti formativi importati ma tutto quello che so l'ho imparato sul campo e nell'approfondimento personale degli ultimi trenta anni. Nulla può sostituire le ore passate in sala pesi come atleta prima e come istruttore poi ed infine come Pt.

Hai fatto del personal training la tua professione full time (da moltissimi anni) e frequenti il mondo del fitness da decenni, ci spieghi se e come si è evoluta la professione nel tempo ?

Per noi giovani i primi PT degli anni novanta erano figure a tratti mitiche, ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di Stefano Biondi e molto mi ha raccontato di quell'epoca.

A cavallo tra gli anni ottanta e novanta attrici, politici e ricchi imprenditori sono stati i primi ad avere un PT. Erano pochi e si muovevano in location esclusive, ville private, alberghi di lusso e lavoravano spesso per cifre folli. Anche perché il PT negli anni novanta è stato un autentico status symbol, come la guardia del corpo e l'autista. Sono stati protagonisti di un boom economico che dubito il nostro paese conoscerà di nuovo.

La figura del PT ai nostri giorni è diventata potenzialmente accessibile a chiunque, come è giusto che sia, ed il bacino di utenza è cresciuto moltissimo. Sento alcuni giovani che si lamentano delle poche opportunità. Ma non sono d'accordo. Ci sono anzi fette di mercato inesplorate, ma richiedono capacità tecnica ed inventiva.

Prendiamo ad esempio il mio amico Fabio Inka, lui con il suo progetto Impacto Training ha saputo catalizzare l'attenzione di quanti non amano allenarsi al chiuso, creando un format di allenamento tecnico in grado di soddisfare molte esigenze della clientela media. Senza pesi, anzi senza palestra! Anche lui anni fa è passato dalla sala pesi, solo che invece di lamentarsi ha fatto funzionare il cervello ed ora è un leader del settore.

Oggi per quanto l'offerta apparente sia tanta, ci sono molti che si propongono come PT ad ogni livello, l'offerta reale è molto inferiore alla domanda. E per offerta reale parlo di professionisti che siano in grado di FARE realmente il PT. C'è ancora spazio per chi sa lavorare bene e non si scoraggia. Ed in futuro sarà sempre maggiore perché la mentalità sta cambiando in modo lento ma inesorabile. Il futuro è roseo per chi avrà preparazione e determinazione.

 

Come hanno influito anche i nuovi mezzi di comunicazione, e le strategie di marketing?

Il progresso porta sempre miglioramenti nel medio e lungo periodo, ma nel breve da vita a qualche disfunzione inevitabile. Il problema non è il marketing ma come viene usato.

Oggi rispetto a ieri è aumentata molto la consapevolezza del cliente di alto livello, persone che hanno da anni un PT sono in grado di verificare in modo molto più preciso di quanto crediamo la validità professionale di un trainer. Sono i nuovi utenti invece che rischiano le fregature maggiori, proprio perché sono desiderosi di questa esperienza ma non hanno elementi per capire dove si cela realmente la sostanza, oltre alla forma ed alla capacità di comunicazione.

Internet da questo punto di vista nel breve sta facendo diversi danni, prendiamo ad esempio i vari “guru” della rete, quanti di loro nella vita reale fanno il PT? Quasi nessuno. Siamo al paradosso che molti vendono on line un servizio che non hanno mai dato realmente, se non a qualche amico del liceo e qualche malcapitato sulla rete! Il marketing  mette le aspettative del cliente di fronte alla capacità di analisi, si  finisce per “comprare” non il più bravo ma il più abile a vendersi, e sono due cose spesso molto diverse.

Tutto ciò è  un male per il movimento, perché le notizie cattive corrono sempre più veloci di quelle positive, e per un cialtrone incontrato on line faticheranno ad avere fiducia dieci tecnici competenti e seri nel mondo reale. Ma è inevitabile.

Sono comunque ottimista  per il futuro, io credo che la qualità venga sempre fuori e che i nuovi mezzi di comunicazione saranno un veicolo molto potente per chi ha veramente qualcosa da dire e da dare. Sono solamente fasi di adattamento e nel mondo del fitness sono certo siamo quasi alla svolta positiva. Più corrono le informazioni, maggiori sono le attività di divulgazione di livello e tanto più crescerà il livello medio di consapevolezza e conoscenza di tutto il movimento, appassionati e professionisti.

Certo è che ad oggi i colleghi migliori che conosco spesso nemmeno ci sono su facebook, quindi occhio a non fare l'errore che hanno fatto i nostri nonni con la televisione, se lo dicono in televisione deve essere per forza vero dicevano. E si è visto come è finita. Idem per il Web, se una cosa è scritta sul Web c'è almeno un 50% di possibilità che sia una cosa falsa, ma oggi abbiamo anche a disposizione l'altro 50% di informazione vera che prima non c'era. Basta saper scegliere.

 

Molto spesso viene confusa la figura di personal trainer con quella di preparatore atletico oppure di preparatore di bodybulding, quando invece gli atleti professionisti ed i culturisti agonisti sono solo una piccolissima percentuale della clientela di un personal trainer. Ci puoi fornire una tua panoramica su questa questione e le differenze tra queste figure professionali ?

 La confusione nasce da un fatto molto diffuso nella realtà della professione. Spesso sia i preparatori di Bbers agonisti sia i preparatori atletici esercitano anche come Personal Trainer. Allenano quindi anche soggetti normali con finalità di fitness o wellness. E non ci trovo nulla di strano, se sono bravi ben vengano approcci e background diversi.

Restano però figure molto diverse.

A mio avviso la figura più delicata resta quella del PREPARATORE di Bodybuilders agonisti, perché di fatto oggi si muove quasi sempre al limite della legge. Inutile girarci intorno, nel mondo dei doped si tratta chiaramente di esercizio abusivo della professione medica, ed oggi non si scherza più con queste cose, tanto che molti ormai si fanno chiamare diversamente. Quelli che erano preparatori oggi li rivediamo come allenatori o coach ma sempre farmaci prescrivono. Alcuni sono anche molto bravi, e sanno far ottenere agli atleti il massimo risultato col minimo rischio, ma comunque resta una cosa che in teoria non si potrebbe fare.

Anche nel mondo del natural Body Building, per quanto in modo meno grave, si compiono spesso degli illeciti! Dal momento che il preparatore interviene in modo importante sul fronte alimentare dei suoi atleti e se non è un medico o un Biologo Nutrizionista non  potrebbe farlo. Ma anche lo fosse siamo sicuri che far arrivare un soggetto al 5% di bf sia una cosa sostenibile legalmente? Siamo sicuri che sia salutare? E quindi? Cosa è il preparatore? Chi può farlo? Ma soprattutto può esistere questa figura realmente coerentemente con il nostro ordinamento in materia? Per i miei gusti c'è ancora troppa confusione e poche regole, ed è un peccato.

Ci sono professionisti molto validi, sia nel mondo della magia nera sia in quello della magia bianca, sarebbe un bene poterli far lavorare a carte scoperte. Ma ad oggi questo vuoto legislativo crea danni, perché permette a molti cialtroni di giocare con la salute delle persone, e costringe invece professionisti di altissimo livello ad operare border line.

Un vero peccato perchè un bravo preparatore di Body Building natural o doped che sia possiede un know how particolarissimo e specifico utile anche in altri contesti meno estremi di una gara di Body Building .

Ultimamente vedo anche figure che provengono dal mondo della performance affacciarsi al fitness con corsi e meeting, ma sono scettico. Un preparatore atletico di livello ci perde solo a lavorare a livello di Wellness, e se lo fa per mero interesse economico allora non deve essere realmente un preparatore di livello. Faccio un esempio, uno dei miei coach è stato il Direttore Tecnico di un grandissimo centro a Roma ed ha iniziato a fare il PT quando ancora lo facevano in pochissimi, ma ora allena delle tenniste professioniste cinesi e gira il mondo. Non sta a fare schede da 50 euro o seminari gratuiti per intenderci.

Quello che va chiarito è che il PT professionista però  non allena né culturisti agonisti né tanto meno atleti, e questo implica delle difficoltà notevoli per chi non ha esperienza reale e diretta col mondo delle persone “normali”. Le persone normali hanno una serie di criticità sconosciute agli agonisti, e ti assicuro che allenare un ultra settantenne che ha passato una vita dietro la scrivania è cento volte più impegnativo che far fare i test massimali sui tre big ad un diciottenne. L'eccellenza richiede sempre estrema specializzazione, anche e soprattutto nel Personal Training professionale che poco ha a che vedere sia con il Bodybuilding sia con l'agonismo sportivo. Oggi si deve essere specializzati e per natura non si può esserlo in tutto, fate attenzione ai tuttologi.

Secondo te qual è ad oggi nel 2017 il percorso di formazione che dovrebbe intraprendere un aspirante personal trainer, sia dal punto di vista dei titoli (certificazioni eo accademici) che degli studi autonomi e dell’esperienza pratica sul campo.

 Oggi una base accademica è indispensabile. Non è detto debba essere per forza Scienze Motorie, per quanto forse preferibile. Anche Biologia per chi vuole specializzarsi nella nutrizione può essere una valida alternativa, così come Fisioterapia per chi vuole indirizzare la sua attività su fasce di clientela specifiche, legate alla riabilitazione atletica post infortunio o della terza età. Insomma libertà di scelta va bene ma sia chiaro che la formazione accademica universitaria resta un passaggio assolutamente necessario per un futuro professionista.

Oltre alla parte accademica una formazione teorico pratica è altrettanto necessaria, e può passare sia per le alzate olimpiche, attraverso i corsi delle fipe, sia per le powerlifts attraverso i corsi della fipl. Ci sono esercizi che si possono anche non utilizzare ma che devono essere conosciuti molto bene, perché nella pratica quotidiana comunque si useranno esercizi loro derivazioni dirette ed indirette. Saper fare è fondamentale.

Poi manca chiaramente tutto il lavoro in isolamento, il funzionale, la parte posturale insomma c'è solamente l'imbarazzo della scelta.

Il problema però è un altro. Qualunque sia il percorso scelto è importante poi crearsi una metodologia ed uno stile personalissimo. E metterlo in PRATICA.

Nella pratica del lavoro del PT ogni singolo cliente porterà con se il suo carico di eccezioni alle quali dovremo trovare delle soluzioni. Quindi ci troveremo di fronte a mille problemi con mille possibili soluzioni diverse. E' fondamentale che nel tempo un PT sviluppi un SUO metodo di lavoro, che rappresenti la crasi delle sue esperienze personali e formative. Questo il vero senso del nostro lavoro, andare oltre gli schemi ma utilizzare la conoscenza della fisiologia e non è semplice ma si tratta di un percorso che dura tutta la carriera ed è estremamente affascinante.

Questo spiega perché ci sono molti PT bravi che operano in modi molto differenti tra di loro, le esigenze del fitness e del wellness possono essere soddisfatte in molti modi diversi, in relazione alla formazione ed allo stile di ogni trainer possono cambiare pur essendo sempre valide. Un consiglio però agli aspiranti PT: imparate a fare i pesi, imparate a stare in sala pesi, imparate le basi del resistance training perché alla fine come dice sempre il mio amico e maestro Stefano Biondi “...bella la Zumba, bello il Pilates, bello il funzionale ma in sala pesi  a lavorare ci finiscono tutti, e la differenza tra chi ci ha passato ore ed ore e chi l'ha frequentata di sfuggita si vede, eccome se si vede!”.

Quando sento ragazzi poco più che ventenni appena usciti da SM che dicono di non voler fare l'istruttore di sala mi viene da ridere, perché nella maggior parte dei casi snobbano un lavoro che in realtà non sono assolutamente in grado di fare!Un paio di anni di sala pesi dovrebbero essere un tirocinio necessario per tutti gli aspiranti PT. Ed il motivo è semplicissimo, nel contesto di una palestra commerciale mediamente frequentata si ha modo di entrare in contatto con una grande varietà di soggetti e con le loro necessità in tempi molto ristretti. Una sorta di full immersion che da gli strumenti pratici per riconoscere ed affrontare molte situazioni e necessità tecniche che poi faranno la differenza nel lavoro da PT. Come il tirocinio in corsia per gli aspiranti medici, è un lavoro che si impara solamente facendolo.

 

Negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente gli studi su tutto ciò che concerne il resistance training, l’ipertrofia muscolare, la preparazione fisica e le pubblicazioni aumentano sempre di più. Quanto però queste influiscono davvero sulla pratica e sul lavoro di un personal trainer?

Dipende da cosa studiano, in tema di alimentazione ed integrazione gli studi hanno dato una grande mano a distinguere tra quanto i venditori promettevano e quanto realmente erano in grado di fare alcuni prodotti. C'è stato un progresso reale e tangibile, ad esempio oggi sappiamo che spesso il timing sulla assunzione dei nutrienti è meno importante di quanto per anni ci hanno indicato. Che i BCAA sono stati ridimensionati nella loro utlità in certi contesti prima ritenuti intoccabili.

I progressi della ricerca sono stati evidenti e sono entrati anche nella pratica quotidiana del PT. Il problema nasce, invece, sulle tecniche e metodologie di allenamento. Questo perché su tecniche e metodologie di allenamento abbiamo sempre studi ex post che non dicono mai realmente nulla di nuovo. Nella pratica i  COME sono noti da decenni, lo studio può e deve erudirci sui PERCHE' ma rimane un dibattito utile a livello accademico più che professionale.

Nulla di quanto prodotto negli ultimi studi, prendiamo i lavori di Schoenfeld e company, è stato realmente in grado di far cambiare ad un PT professionista di decennale esperienza il proprio modo di lavorare. Voglio dire quali tecniche nuove sono nate da questi studi? Cosa ci hanno detto che non sapevamo? Cosa abbiamo smesso di fare grazie a questi studi? Cosa facciamo che non facevamo prima? Risposte che ancora attendo.

Ma sia chiaro è un lavoro comunque molto apprezzabile, perché mette ordine la dove c'è stato per anni il caos! Ed è una lacuna che il movimento oggettivamente ha sempre avuto, grandi competenze ma altamente frammentate. Ben vengano i Schoenfeld e gli altri con la loro opera di sintesi quindi, ordinare è a suo modo un creare! Certo il loro compito non è semplice, il grosso limite di questi approcci scientifici è prima di tutto concettuale, per essere definito scientifico uno studio deve essere innanzitutto ripetibile, in modo da poter dare sempre lo stesso risultato. Questa necessità fa si che gli studi finiscano per essere  sempre una versione estremamente semplificata e quasi naive di quanto avviene in realtà.

Nella pratica reale parametri come il volume di allenamento, la densità, l'intensità possono essere mescolati in talmente tanti modi che per dare risposte esaustive servirebbero migliaia di studi diversi. Senza contare poi le individualità personali che sono in grado di dare risultati diversi a stress identici. Ricordiamo che nel Body Building si parla di massima ipertrofia, non di ipertrofia funzionale, ed è una componente altamente multifattoriale e non sempre legata al concetto di prestazione.

Quindi più che cercare di imbrigliarla in studi troppo vincolanti o semplicistici è molto meglio comprenderla nella sua natura olistica, e ragionare in termini di principi e non di tecniche. Quello che la ricerca dovrebbe fare piuttosto sarebbe dare risposte a tematiche più interessanti come l'esistenza e le modalità di azione dello sviluppo iperplasico nell'uomo ad esempio, oppure come stabilire una correlazione certa ed univoca tra il danno muscolare ed il fabbisogno proteico. Il resto rischia di essere o una ripetizione dell'ovvio oppure materia di speculazione per furbi venditori di acqua calda. Quello che si deve fare per diventare grossi lo sappiamo da almeno trenta anni natural e non natural, codificarlo però è una cosa molto importante.

 

Alcuni sostengono che gli studi non stanno facendo altro che spiegare perché quello che ha sempre funzionato funziona, mentre altri sostengono che invece stanno smentendo tante pratiche “bro science” che hanno sempre fatto più danni che altro. Tu come la vedi?

 La Bro Science in realtà non è mai realmente esistita! O meglio non come ce la hanno dipinta. Sono esistiti furbi venditori di fumo ed ignoranti praticoni cui è stata data troppa attenzione però. Mi spiego meglio, non possiamo prendere ad esempio la parte peggiore di un movimento e metterla in evidenza per definirlo nel suo complesso. Come se per giudicare il livello della scuola italiana prendessimo ad esempio solo quelli che vengono bocciati ogni anno. Si finisce di avere una percezione distorta del movimento data da una errata prospettiva di osservazione. Ciarlatani ci sono sempre stati così come anche tecnici virtuosi.

Ma analizziamola meglio la cosiddetta Broscience, a mio avviso nasce da un peccato originale del quale il movimento del Body Building si è macchiato spesso, la applicazione pedissequa delle metodiche mutuate dalla pratica del Body Building Doped (e di atleti avanzati) a soggetti natural appena principianti. Questa la genesi.

Prendiamo ad esempio il mito dei molti pasti giornalieri. Ovvio che se un Bber doped di 120kg vuole assicurarsi il massimo intake calorico e proteico possibile, magari fatto in massa di 6000kcal di cui almeno 1600kcal di proteine, dovrà necessariamente scomporlo in più pasti per questioni di traffico intestinale più che di anabolismo! Ma se applichiamo il principio al ragazzino natural di 60kg ecco che dovrebbe scomporre in sei inutilissimi spuntini un quantitativo esiguo di calorie che può distribuire sui tre pasti.

Una questione di buonsenso più che tecnica. Idem per la fantomatica finestra anabolica, che se ci pensiamo in realtà si riduce a null'altro che al ripristino delle riserve di glicogeno epatico eventualmente deplete.  Ovvio che diventa inutile per chi si allena ad intensità talmente basse da usare a stento il glicogeno muscolare. Ed è altrettanto inutile per chi produce un danno muscolare limitato il timing del sostegno proteico a scopo plastico! Ma se prendiamo un Bber Professionista dopato considerando la natura e la profondità dello stress muscolare che certi atleti sono in grado di dare in una singola seduta di allenamento, ecco che il timing dei nutrienti può assumere importanza ben differente.

Ovvio che se mi fanno lo studio non su soggetti avanzati e con un protocollo di lavoro intermedio come quello di Schoenfeld ed Aragon viene fuori che non cambia assolutamente nulla se prendiamo il post workout immediatamente dopo, dopo un ora o direttamente dopo sei ore la sera a cena! Dobbiamo imparare e contestualizzare e non ragionare per dogmi ed assiomi. Quello che vale per una Formula uno non vale per un kart di 125cc. Altirmenti dalla Broscience si scivola nella Nerdscience!

 

Parliamo di Bodybulding.

Come valuti l’evoluzione che si è avuta dagli anni 80 fino ad oggi, credi ci sia stata un’evoluzione nei metodi di allenamento eo alimentazione o la differenza è data tutta dalle diverse preparazioni chimiche e le nuove molecole?

 Una grande evoluzione c'è stata eccome, ma non come si potrebbe pensare nelle metodologie di allenamento. I principi base sono quelli da tempo immemore, certo abbiamo avuto evoluzioni e specializzazioni, ma nel Body Building nulla si crea (e molto si distrugge spesso) per cui il 7x12 con 30” di rest di Hany Rambod del suo FST7 Hi tech non è che sia altro rispetto al caro vecchio 8x8 con 30” di Gironda di 35 anni prima!

Se prendiamo ad esempio i famosi Principi di Weider (il mio primo libro di Body Building) anche alla luce delle conoscenze di fisiologia sportiva moderne restano ancora oggi validi se messi nel giusto contesto. Se ci spostiamo sul versante dell'Heavy Duty tutte le tecniche ad alta intensità concettualmente non sono altro che figlie delle idee di Mike Mentzer (ed i più preparati storicamente diranno che anche prima di Mike c'è stato chi le aveva ideate).

Ci sono tecnici che hanno saputo reinventare alcuni esercizi, o riportarne alla luce esecuzioni desuete ma validissime, pensiamo al Meadows Row per esempio, ma vere rivoluzioni copernicane non ci sono state e non potranno esserci mai. Almeno fin quando non cambierà il DNA umano. Presto il mio amico e collega Mario Civallieri terrà un interessantissimo seminario nel quale farà un escursus proprio sulla evoluzione tecnica del Body Building nell'era modera. Lo consiglio a tutti i giovani, scopriranno molte novità che novità non sono!

Ma dove c'è stata la vera evoluzione allora? A mio avviso è avvenuta su piani diversi, uno quello delle crescenti conoscenze della biomeccanica. I macchinari odierni sono distanti anni luce dalle macchine rozze e semplicistiche del passato. Abbiamo angoli e piani di lavoro ormai in grado di massimizzare lo stress sul muscolo target e minimizzare l'incidenza dei sinergisti. Macchinari in grado di sfruttare al meglio i range of motion attivi dei vari distretti muscolari in sicurezza e in efficacia. Questo ha fatto si che si possa cesellare un corpo con minor stress e in maggiore sicurezza. E soprattutto portare al limite approcci ad alta intensità senza rischiare infortuni. Molti approcci non sarebbero possibili con uguale efficacia senza l'ausilio delle moderne macchine.

Ma a mio avviso l'evoluzione maggiore c'è stata grazie alla sempre maggiore circolazione delle informazioni, in particolar modo nel superamento del METODO e nella visione finalmente olistica delle metodologie di allenamento. Oggi chi parla ancora di MONO Vs MULTI dimostra di non conoscere il Body Building e di essere se va bene antico, se va male un ignorante. Una volta tranne i pochi fortunati che capitavano nella stessa palestra di uno dei grandi precursori, come un Emilio They o un Filippo Massaroni e pochissimi altri, aveva pochissimi modelli di allenamento cui ispirarsi, spesso apparentemente contrastanti tra di loro, come monadi tra di loro non comunicanti.

Ci si schierava come fossero fazioni politiche da una parte o dall'altra. Alto volume Vs Alta Intensità, Pompatori Vs Powerbodybuilder ed i più furbi in modo democristiano stavano in mezzo seguendo il modello di Hatfield. Oggi si sta arrivando finalmente alla concezione condivisa che non esiste nessun metodo, ma solo la fisiologia dello sviluppo muscolare e i moltissimi modi per indurre il nostro corpo a rispondere in modo ipetrofico ai molti tipi di stress cui possiamo sottoporlo. Il resto è marketing.

 

Genetica. Il bodybuilding inteso come gare, canoni da perseguire, agonismo, richiede qualità che si ritrovano in pochissime persone e dovrebbe per tanto essere a certi livelli appannaggio di pochi.  C’è però un trend che sembra voler allargare il più possibile il bacino d’utenza, tramite creazione di nuove categorie, infinite suddivisioni di classi di peso, rivisitazioni di canoni di giudizio. Tu come la vedi ?

 Il Bodybuilding non agonistico, inteso come stile di vita, è per tutti, per tutte le età e per tutta la vita. non ci sono limiti alla sua pratica. Inteso come la ricerca nel reale di un modello ideale che ognuno di noi ha dentro. La pratica quotidiana del Body Building è un viaggio alla scoperta di noi stessi attraverso la scultura del nostro corpo. Andrebbe insegnato nelle scuole, a metà tra l'ora di arte e quella di educazione fisica.

Le gare ed il palco però no. Sono o meglio dovrebbero essere ad appannaggio esclusivo dei pochi che hanno le doti necessarie per emergere. E bodybuilder si nasce non si diventa. Con o senza le bombe. Molti però perdono il contatto con la realtà estetica oggettiva, finiscono per diventare caricature, marionette che per fare quattro passi sul palco e la foto con dietro il nome dello sponsor venderebbero la mamma ai beduini del deserto (cit. Fantozzi).

Mi rendo conto che vendere l'illusione di poter essere Bber e spostare il pubblico dalla platea al palco sia stata una occasione troppo ghiotta per non essere sfruttata. MA ci voleva più etica e più rispetto. Tra poco divideranno le categorie anche per colore dei capelli, fede calcistica e segno zodiacale per cui avremo il Campione del Mondo di Classic Bodybuilding, sopra il metro e settantacinque, con i capelli castani, del segno del Sagittario e tifoso della Ternana. Avanti c'è posto per tutti!

Io mi auguro un giorno un ritorno alle origini, tre categorie PICCOLE MEDIE ALTE Taglie e chi vince si scontra per l'assoluto. Stop. Ma il Ferrari beve e la benzina costa quindi non facciamoci illusioni.

 

Secondo te può esistere il bodybuilding come ormai è  nell’immaginario colletivo, veramente e completamente natural?

 

Il Body Building natural già esiste! Ma è altro rispetto a quello che abbiamo sempre avuto sotto gli occhi, e per questo richiede un altro metro di giudizio, un'altra aspettativa di linee, volumi, qualità. Se non riusciremo a capire che ci sono cose fisiologicamente impossibili mai riusciremo ad apprezzare l'eccezionalità autentica dei veri campioni natural. Il problema del natural Body Building in caso è un altro. Mentre nel Body Building doped esiste anche la genetica recettoriale, per cui un soggetto apparentemente non molto dotato poi può arrivare a livelli molti alti grazie al doping, in quello drug free la genetica la fa da padrona al 100% e restringe in modo drammatico la rosa dei possibili partecipanti.

Siamo sinceri, tolti pochissimi talenti superiori le gare di Body Building natural VERE sono interessanti come una sfilata di intimo a Kabul. Se va bene alcuni sembra che facciano sport ed in generale sembrano tutto tranne che culturisti. Dobbiamo essere coscienti del fatto che se il Body Building è per pochi il Body Building natural agonistico è per pochissimi. A me la cosa piace però.

Bolt è Bolt proprio perchè solo lui è in grado di correre con quei tempi, se fossero in dieci perderebbe di appeal. Ecco in questo il Body Building natural potrebbe essere finalmente anche sport e non solo spettacolo, perché i valori in campo sarebbero certi. Vedremo nel tempo che strada prenderemo.

 

Cosa ci dici a riguardo del fenomeno dei falsi natural?

Questo è un aspetto che ancora oggi ha la capacità di indignarmi.

Ed io sono per la libera scelta, quindi non è per motivi salutistici o morali, ma etici. Io divido i falsi natural in due categorie: quelli che si dopano per competere ad alto livello con altri falsi natural e quelli che si dopano per promuovere le loro attività collaterali di PT o di formazione tecnica.

I primi non solo li comprendo ma addirittura li giustifico, di norma sono quelli che cavalcano meno la tigre del brand “natural”. Si allenano gareggiano e fanno la loro strada senza rompere le palle a nessuno, e senza sbandierare la loro presunta (falsa) superiorità morale. Nell'ipocrisia generale ci possono stare.

Ma quelli veramente abietti sono altri, sono i finti natural moralizzatori, quelli che “natural si può (ma col GH è meglio)” e ci frantumano i cosiddetti con la loro retorica salutista, quelli che rivendicano il loro primato morale ed etico quando invece sono i peggiori. Perché usano l'inganno per determinare non solo la loro superiorità tecnica, spesso inesistente, ma anche e soprattutto etica. Mi fanno schifo come persone. Provo una certa tenerezza anche per quanti pur sapendo e pur vedendo tacciono solo per garantirsi la pagnotta. Ma si sa il brand natural vende e le bollette le dobbiamo pagare tutti.

Basterebbe però tacere di fronte a certe evidenze e fare miglior figura.  Grazie a Dio esistono i VERI natural ed io ne conosco diversi, per cui se voglio dare ad un giovane i parametri reali di un vero atleta natural posso raccontargli le storie di atleti che non hanno costruito in un giorno le loro fortune muscolari. Atleti come Marco Bassi o Alfredo Tessitore ad esempio, che portano due condizioni diverse ma entrambi eccellenti e fisiologicamente coerenti con la scelta natural. Sempre meglio guardare agli esempi positivi che perdere energie ad avversare quelli negativi, che tanto ci saranno sempre e comunque.

Una cosa va detta però, il fenomeno esiste in tutto, dal pianoforte al calcio passando anche per il Body Building, il problema è che di norma i fenomeni sono rari, troppi fenomeni mi fanno sentire puzza di bruciato...

 

Fino a circa una ventina o poco più di anni fa, la legge per quanto riguarda l’uso personale di farmaci a scopo estetico era diversa. Ci si poteva avvalere di consigli medici e prodotti farmaceutici. Grazie a questo c’era molto meno “tabù” a parlare di certi argomenti, si era più trasparenti e c’era meno disinformazione riguardo alle preparazione. Era davvero così ? Cosa ha comportato il cambio di legge?

 

Partiamo da un principio, un atleta quando decide di usare se ne frega se è legale o meno. Quindi come sempre il proibizionismo non ha alcun potere nel limitare il fenomeno. Semmai di peggiorarlo, come in questo caso. Negli anni ottanta e novanta diciamo che non era esattamente legale vendere farmaci per finalità non mediche, era però ampiamente tollerato. Dalle farmacie poteva uscire praticamente di tutto senza grossi problemi ed in alcuni casi bastava entrare e chiedere.

Oggi i giovani possono entrare in possesso di farmaci contraffatti, prodotti in laboratori clandestini privi delle più elementari norme igieniche e rischiare grosso. Se gli va bene possono comprare farmaci fake privi di principio attivo ed inefficaci, o più spesso sotto dosati. Quando sento di alcuni cicli moderni con certi mega dosaggi mi viene da ridere, ragazzi che si preparano  con 3 grammi a settimana e restano pressoché uguali, quando con 3 grammi veri se non finisci all'ospedale  sicuramente nemmeno la mamma ti riconoscerebbe.

Una volta non esistevano farmaci contraffatti, oggi sono un giro di affari enorme e le spese le fanno come sempre gli utenti finali. Abbiamo sotto gli occhi il caso dei due atleti morti per setticemia lo scorso anno, fenomeno sconosciuto negli anni ottanta e novanta.

Nel nostro paese poi l'idiozia dei legislatori a volte supera ogni limite, prendiamo una molecola come il nandrolone commercialmente chiamato Deca Durabolin. Il possesso e la vendita di Deca Durabolin è esattamente equiparato a quello di droghe, come anfetamine o cocaina per intenderci dal momento che è stato messo nella tabella II della sezione A delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Ma cosa è il Nandrolone? Il Nandrolone non è altro che Testosterone con un atomo di carbonio in meno in posizione 19. Sostanzialmente Testo ma meno aggressivo, dal momento che ha una minore aromatizzazione e minori effetti androgeni.

Ovviamente la malavita ringrazia perché da prodotto molto diffuso e relativamente economico è diventato rarissimo e molto costoso. Un successone.

Se fossimo un paese civile la vendita di steroidi anabolizzanti dovrebbe essere libera, solo che al costo di mercato dovrebbe esserci un sovrapprezzo che vada direttamente alla Sanità come anticipo sugli eventuali problemi di salute che potrebbero occorrere. Esattamente come avviene ad esempio in UK per il tabacco. Chi fuma paga in anticipo le spese che domani sicuramente dovrà affrontare il SSN. Io ritengo che ognuno debba essere libero di fare ciò che vuole a patto che la sua scelta personale non ricada sulla comunità. Ma anche questa è pura utopia.

 

 

Parlando di farmaci, sappiamo che un asino non può diventare mai un cavallo di razza. Per diventare bodybuilder pro di livello ci devi nascere ed i farmaci rappresentano una condizione sine qua non.

 Anche non di livello, nessuno può diventare un professionista senza prendere farmaci, per assurdo  nemmeno in alcune federazioni natural, figuriamoci nelle federazioni notoriamente doped! Diciamo però che professionisti si nasce  non si diventa, a prescindere dai farmaci stessi.

 

Però per arrivare a livelli medi, magari senza neanche gareggiare, i farmaci ti ci possono portare prima e con molta meno fatica soprattutto permettendoti di compiere errori grossolani dal punto di vista dell’alimentazione ed allenamento ed ottenere lo stesso grandi risultati. Tanto che si dice che molte persone che utilizzano farmaci troppo presto e senza criterio spesso hanno risultati NONOSTANTE quello che fanno in palestra e non GRAZIE A. E’ davvero così ? I farmaci sono così tremendamente efficaci per raggiungere livelli medi?

 I farmaci funzionano, eccome se funzionano, ma hanno un difetto molto grande: funzionano sostanzialmente fin quando si assumono. E se c'è un modo veramente sciocco per usarli è ottenere da doped in poco tempo quello che potrebbe ottenere da natural in due o tre anni! Idiozia assoluta. Perché i guadagni ottenuti con i farmaci sono in gran parte assolutamente reversibili, una volta scemati i livelli del principio attivo nel flusso ematico con essi svaniscono anche gli effetti se ottenuti troppo velocemente. Meglio aspettare qualche anno, imparare ad allenarsi ed a nutrirsi, raggiungere quanto più possibile il proprio limite genetico e solo dopo in caso utilizzare per andare oltre. Se proprio uno deve.

Però vediamo cosa intendiamo per livelli medi, se per livelli medi intendiamo un livello da regionali Wabba già i farmaci non bastano assolutamente da soli. Magari fosse così semplice. Sono molti i ragazzi che al primo ciclo restano delusi, pensavano di diventare come un Sadik Hadzovic ed invece ottengono appena una forma da spiaggia grazie ad un filo di ritenzione intracellulare ed aumento di volume ematico! A fine Settembre li rivedi in palestra più secchi di prima e spesso non solo i muscoli si sono seccati!

Se fosse facile saremmo tutti sul palco a contenderci il Sandow...

 

Se si presta molta cura ad allenamento ed alimentazione, trovi veritiero che un ex utilizzatore di farmaci riuscirà a mantenere un notevole vantaggio ed un livello superiore di sviluppo fisico rispetto al se stesso se fosse rimasto sempre drug free ?

 Dipende molto da cosa ha preso, in quali quantità e per quanto tempo!

Parlare di Doping è come dire Armi, cosa intendiamo? Una pistola o un Cannone antiaereo? Capisci che da una cosa all'altra le cose cambiano moltissimo.

Un cicletto estivo a base di esteri come Stanozololo o Oxandrolone lascia ben poco, anni ed anni di lavoro duro sotto i pesi con un supporto importante di testosterone esogeno possono sicuramente modificare in modo irreversibile un fisico. Se si sommano anche peptidi e fattori di crescita vari ecco che anche i risultati sono più profondi e duraturi, ma anche i possibili sides però.
Quindi dipende, anche dalla genetica recettoriale del soggetto, è un po' una lotteria alla quale si partecipa senza sapere se si hanno i numeri vincenti.

 

Quanto credi che metodologie e modus operandi legati al bodybulding ed all’ambiente “palestra” in generale siano stati condizionati e plasmati dai farmaci negli anni ?

Un aspetto negativo sul piano ttecnico negli ultimissimi anni c'è stato. Abbiamo assistito ad una  deriva tecnica andata di pari passo con l'evoluzione della chimica. Specialmente il largo uso di ormoni peptidici (insulina per prima), sempre più importante dalla fine degli anni novanta in poi, ha dato vita a sistemi di allenamento che servono ad esaltare l'afflusso di agenti e nutrienti in loco, capaci di muovere grandi quantitativi di sangue in grado di portare ai muscoli grandi quantitativi di componenti utili allo sviluppo ipetrofico più che seguire le strade note dell'ipetrofia. Il pompaggio e la ricerca della massima componente di vascolarizzazione hanno assunto importanza crescente, e sono nati metodi che poi applicati a soggetti light doped quando non addirittura natural danno risultati ben diversi. O meglio non danno ovviamente alcun risultato.

Ho sempre diffidato per questo da tecniche “estreme” come super slow esageratamente lente, alla Dennis James per intenderci, o  mix improbabili di tecniche ad alta intensità e saturazione lattacida basate troppo sulla forza resistente. Possono funzionare in certi contesti farmacologici, possono essere utili strumenti di rifinitura per atleti molto avanzati anche natural ma non certo per l'utente medio. Figuriamoci per i principianti!

Per cui oggi abbiamo il paradosso di gente che non è in grado di eseguire un 3x8 di Panca Piana col proprio peso corporeo che magari va al seminario di Tour e prova L'SST con i pesi della Chicco. E la colpa certo non è di Tour. Ma nel tempo supereremo anche questo.

La pazienza nel mondo del Body Building è fondamentale, i nodi vengono sempre al pettine.

 

Che consigli daresti a dei giovani ragazzi che vogliono intraprendere il bodybuilding ad oggi ?

 

Sinceramente ai giovani io consiglio sempre di praticare uno sport vero, il Body Building lo vedo come complemento ideale di fine carriera. Non lo considero uno sport vero e proprio ma una forma di arte nella quale artista ed opera coincidono. C'è tutta la vita per praticarlo.

Solo se si è immensamente dotati sul piano genetico allora può essere una idea quella di dedicarsi al Body Building da subito, per tutti gli altri meglio affiancarlo a discipline sportive in grado di sollecitare e tenere vive altre funzioni del nostro organismo come la velocità, la coordinazione, la flessibilità, la capacità aerobica ed anaerobica. Un corpo bello a vedersi ma inadatto al lavoro rischia di essere inutile, a meno che non sia così bello da essere arte ed allora ben venga il Body Building agonistico.

Insomma non diamo al Body Building nulla in più di quanto possa renderci indietro.

 

Hai un aforisma o un pensiero che racchiude la tua filosofia in questo ambito che vuoi condividere con noi?

 

Si c'è una cosa che ritengo molto importante.

Il Body Building è la ricerca nel reale di un ideale fisico che abbiamo dentro, è importante capire che potremmo non raggiungerlo mai al cento per cento, ma mai come in questo caso è nel percorso il senso. Il risultato conta ma mai quanto il percorso.

 

Grazie ancora per il tempo dedicato!

Grazie a te e complimenti per il tuo lavoro, insieme a pochi altri giovani siete la speranza per un futuro migliore.