savant
 

Oggi ho il piacere di intervista Gabriele Savant, culturista agonista natural e preparatore. Gabriele non scrive molto sul Web e per questo è relativamente poco conosciuto fuori dall'ambiente, ma è uno degli atleti e preparatori più stimati nel circuito del culturismo natural. Abbiamo parlato a 360° dell'allenamento del culturista e cosa significa esserlo.

Ciao Gabriele e grazie per essere disponibile a questa intervista!

Ciao Domenico! E' un piacere essere "qui".

Ci fai un’introduzione del tuo percorso sportivo e di formazione ?

Ho sempre praticato sport, sin da piccolo. A quattro anni iniziai col nuoto: l’esperienza duro’ piu’ anni, feci anche delle gare ma non l’ho mai amato. Anni dopo passai alle arti marziali: prima judo ed infine karate. Per integrare la preparazione a quest’ultima disciplina cominciai a frequentare la sala pesi ma il tutto era un contorno poi a causa di un infortunio serio ad un occhio cominciai a frequentare piu’ assiduamente la palestra e meno il kimono.. il passaggio fu inevitabile. Mi dedicai al bodybuilding, prima in modo piu’ “leggero”, dopo alcuni anni mi fu proposto di partecipare ad una gara.. e da lì inizio’ tutto.

 

Parliamo di allenamento, che sembra essere un pò fuori moda ultimamente... Qual è il tuo approccio all’allenamento ?

Ho un rispetto immenso per l’allenamento e per il duro lavoro. Ho sempre creduto nel potere di quest’ultimo nel plasmare le persone sia nel fisico che nella mente. Il mio approccio e’ ricercare tutto cio’ che produce ipertrofia , inserirlo in un programma a seconda dei bisogni. Credo nella periodizzazione, nella gestione degli stimoli  sempre pero’ legati al mondo dell’ipertrofia.

Ci sono tecniche di allenamento che ami particolarmente utilizzare ?

Amo molto le tecniche di intensita’. Un atleta piu’ e’ evoluto e meno ne necessita, come numero, all’interno di una seduta. Tornando alla domanda amo i rest pause, le negative e le parziali (x reps, burns, picking come intendeva They)

Qual è il tuo approccio per i gruppi muscolari carenti ?

Innanzitutto capire perche’ ci sono quelle carenze, fermare tutto quello che si sta facendo e capire le cause, quindi porvi rimedio, dove possibile. Reset del movimento, del carico e soprattutto dell’ego del soggetto. Mettere da parte i gruppi “forti” e spostare l’attenzione su quelli indietro tramite una maggiore frequenza e giusta intensita’

Come credi dovrebbe essere costituita la periodizzazione annuale di un culturista, ovvero una persona che ha come obiettivo l’ipertrofia muscolare e non prestazioni specifiche? Gran parte delle periodizzazioni che troviamo anche nei libri di testo autorevoli, si rifanno sempre alla preparazione sportiva e quindi prevedono l’allenamento di varie qualità oltre l’ipertrofia muscolare, come forza, resistenza, tecnica... e spesso sono erroneamente applicate anche al culturismo, facendo si che si lavori sul vero obiettivo, la crescita muscolare, solo per pochi mesi l’anno in realtà. Cosa credi che il culturista possa mutuare dall’allenamento degli sport di prestazione (ad esempio Powerlifting e Weightlifting ma non solo) e cosa invece sia assolutamente da differenziare e non confondere con essi ?

La perioidizzazione annuale dovrebbe essere incentrata sull’obbiettivo “ipertrofia” e cercare di non discostarsi da esso. Si differenzia anche e soprattutto in base alle finalita’ individuali: un amatore avra’ esigenze diverse da un agonista. Una periodizazzione standard ha i suoi pro e contro: ognuno risponde in modo differente: pensare in modo generale portera’ a risultati inferiori. La programmazione ci deve essere, ma deve essere tarata.  grandi linee ci saranno, parlando dI agonisti, passaggi di tranquillita’ (periodo in cui ci si rilassa un po’ dopo le gare.. anche qui è soggettivo c’è chi sfrutta il periodo “rebound”, altri no) ripresa dell’attivita’ e soprattutto della voglia mentale ricerca del miglioramento dei gruppi indietro, fase transitoria-prparatoria al periodo successivo, fase pregara-gara, questo e’ molto, molto soggettivo e le varie fasi possono durare (perche’ no?) settimane o mesi. Il tutto puo’ essere distribuito anche su 15/18 mesi, anche piu’.

Ultimamente va molto di moda il concetto di “ipetrofia funzionale”, spingendo quindi all’utilizzo di esercizi,strumenti e movimenti (penso i grandi esercizi di forza con il bilanciere, oppure agli esercizi a “corpo libero”) per il quale la crescita muscolare finisce per essere più un “effetto collaterale consequenziale” più che l’obiettivo da perseguire e sui cui plasmare l’allenamento. Che ne pensi a riguardo?

Gli strumenti che si possono usare per produrre ipertrofia sono innumerevoli ed oggi ancora di più. Non bisogna pero’ perdere l’obbiettivo princpale: ricordarsi sempre del fine e perche’ deve essere fatto o evitato un esercizio o movimento. Un bilanicere, come un manubrio o un elastico o un anello sono strumenti che possono essere usati in modo consono o in modo sbagliato. non ho nulla contro chi si dedica al funzionale o alla forza: lo fanno per un determinato obbiettivo. Il bodybuilder (o culturista) dovrà fare lo stesso. Tutte e tre le discipline possono ricevere benefici da strumenti utilizzati in altri campi ma ognuno dovra’ ricordare il fine e l'obiettivo.

Ritieni che “funzionale” sia un termine che abbia senso per un culturista? Spesso si dice che l’ipertrofia muscolare ricercata dal culturista sia la cosa più a-funzionale che ci sia, sia solo fine a se stessa ed all’estetica. Credi sia vero ?

E’ funzionale al suo scopo. Un culturista curera’ il movimento che serve per migliorare un distretto o risultare più impressivo. Se un soggetto riesce a sviluppare un distretto muscolare con un esercizio non convenzionale.. perche’ no? Pero’ se comincia a perdere tempo dietro ad esercizi poco efficaci o che si discostano dai suoi obbiettivi...

Quanto credi incida l’antropometria soggettiva nello sviluppo fisico ? Quanta importanza attribuisci ad un’accurata selezione degli esercizi basata sulle caratteristiche del soggetto?

E’ fondamentale. Ognuno ha bisogno di movimenti o esercizi personali. Mi fa imbestialire quando le persone copiano le schede, soprattutto in palestra: un esercizio può essere deleterio per un soggetto o viceversa una manna dal cielo. Inoltre la presenza di infortuni e problematiche deve essere sempre presa in considerazione.

Sei un fautore degli allenamenti ad alta densità ed al rendere allenanti e profittevoli carichi che in generale sono considerati bassissimi, anche perchè hai avuto la necessità di sviluppare allenamenti che risultassero altamente allenanti dal punto di vista muscolare ma incidessero il meno possibile a livello articolare. Ci parli di questo tuo approccio?

Ho, come molti, degli acciacchi dovuti ad incidenti fuori dalla palestra. Amo la densita’, da sempre. Spesso non considero le serie, ma solo le ripetizioni. Ho la passione dei numeri in allenamento e spesso i target sono molto alti, le pause brevi. Amo tutti gli approcci, il problema è che odio le pause, anche tra le varie serie.

Cosa credi definisca il culturista in generale? Quando una persona si può dire culturista ?

Il culturista e’ armonia. Se tutti i pezzi non collimano si ha un’opera parziale. L’equilibrio, ecco. Pochissimi lo sono  e lo possono essere: questo differenzia un campione dalla massa. Un culturista si puo’ definire tale quando riesce a maturare sia dal punto di vista fisico, mentale, e d’intensita’.

A tuo modo di vedere ultimamente non si sta esasperando una tendenza tra i personal trainer ed altri professionisti del fitness a trattare,ragione, dare importanza ad argomenti si interessanti ma senza reali risvolti pratici poi nell’allenamento e nello sviluppo fisico e prestativo. Insomma sembra che molti facciano i personal trainer perchè non sono riusciti a fare i ricercatori scientifici.

Manca molta pratica sul campo. Io mi rammarico sempre di non potermi allenare 20 h al giorno perche’ le idee sono tante e le cose da provare centinaia. Molti si soffermano tanto sulla teoria e poco sulla pratica.

Parliamo di alimentazione. L’importanza del bilancio calorico e dei macros è nota a tutti, mentre si discute sempre molto dell’argomento “qualità degli alimenti”. Quanto credi che faccia la differenza, a parità di calorie e macros ed in assenza di patologie ed intolleranze particolari, la scelta degli alimenti sulla resa estetica e di benessere del fisico ?

La qualita’- scelta degli alimenti e’ tutto. Purtroppo costa e pochi hanno intenzione ad investire in cibo di qualita’ preferendone altre e spendendo il resto in serate.

Ultimamente vanno di moda gli approcci con carboidrati altissimi (rispetto a quanto si faceva prima) grassi molto bassi e proteine al minimo indispensabile. Cosa ne pensi di questi approcci?

Che puo’ essere un approccio. Non credo alla lunga paghi. Come in tutto ci vuole equilibrio.

Le quantità protieche per culturisti natural sono state riviste probabilmente al ribasso rispetto a quanto era comune fare fino a qualche anno fa. Ultimamente si parla di stare intorno agli 1,5-1,8 gr/kg di proteine in ipercalorica (fase di massa) e tra 2-3gr/kg in fase di forte ipocalorica (definizione). Dal tuo punto di vista sono indicazioni giuste? Credi si tenda un pò troppo a demonizzare questo macronutriente ed essere troppo conservativi ?

Mi ricordo che sono passate da essere uno degli unici macro a disposizione dei culturisi anni fa ad essere messe in secondo posto quando vi fu la moda delle high fats. Ora sono in ultima posizione. La quantita’ dipende dal soggetto, come reagisce ad esse. ci devono essere, non devono essere demonizzate, come non lo devono essere i grassi e i carboidrati! ma sempre tarati sul soggetto!

Quanta importanza attribuisci agli integratori (escludiamo il cibo come le whey) ai fini del risultato estetico ?

Hanno la loro funzione ed utilita’. La base rimane pero’ sempre una dieta solida. L’integrazione deve essere presente, a seconda delle necessita’. Credo che molti integratori di ultima generazione siano molto validi e che diano una grossa mano, specie a chi si allena frequentemente ed intensamente.

 

Quali sono le qualità più importanti per avere un percorso di successo nel body building natural ?

Pazienza, resilienza.

Sei d’accordo con i canoni di giudizio attuali delle gare natural ? Alcuni si lamentano che forse si dia troppa importanza alla definizione estrema, con il risultato di vedere fisicità con volumi e masse troppo esigue per portare la condizione adeguta.

Indubbiamente un natural per portare una condizione ultra definita ne risente.

Hai un aforisma che rappresenta il tuo approccio e filosofia di vita che vuoi condividere?

“Perdere è un modo di apprendere. E vincere, un modo di dimenticare quel che si è appreso” (Drummond De Andrade)

Grazie ancora per la disponibilità!

a te Domenico.