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Un sacco di ragazzi giovani eo che si sono avvicinati da relativamente poco al mondo del bodybuilding e delle palestre finiscono sempre più spesso con il chiedere se possono raggiungere il fisico di un certo atleta piuttosto di un altro senza usare farmaci, oppure se tizio o caio sono dopati oppure natural e tante altre domande simili.

Il problema fondamentale è che sicuramente al giorno d’oggi ci sono dei falsi standard totalmente sbagliati che illudono i principianti e contribuiscono ad alimentare tanti falsi miti.

Molti di questi standard sono spinti da chi ci lucra sopra : produttori di integratori (spesso totalmente inutili) venduti come magici, sedicenti personal trainer con grosse carenze tecniche che vendono programmi promettendo risultati fenomenali magari online senza nessun contatto con i clienti, le persone dietro il mercato nero dei farmaci etc etc etc.

Tutta la giostra dei film, delle pubblicità e degli standard fisici mediatici mette altra benzina sul fuoco.

Il risultato è che si fanno passare come la media se non addirittura il livello minimo fisicità che sono oggettivamente non raggiungibili in alcun modo da natural anche per i più dotati.

Ne ho parlato ampiamente in QUESTO articolo.

Il punto di questo pezzo però non vuole essere questo.

Quello che voglio sottolineare oggi è il concetto per il quale guardare un qualsiasi fisico che non sia il proprio e porselo come obiettivo è totalmente sbagliato e l’unica cosa a cui può portare è una frustrazione crescente.

Questo non vale solo per il bodybuilding, ma vale per il ragazzino che vuole il fisico del calciatore di turno, o per la ragazzina che ammira la pop-star del momento.

L’estetica di una persona è forse la cosa su cui meno si può agire, la cosa più determinata fin dalla nascita geneticamente con la sola eccezione (piccola ma da un certo punto di vista enorme) di due parametri : la quantità totale di grasso corporeo e la quantità totale di massa muscolare che possono essere modificate tramite alimentazione, allenamento e doping.

Ma tutti quei fattori che in realtà determinano l’estetica generale di un fisico, volendo molto di più del mera quantità di grasso e muscolo, fattori come : proporzioni e struttura ossee, forma, lunghezza, inserzioni,ventri,proporzioni,tono a riposo dei muscoli; qualità della pelle e vascolarizzazione; zone di accumulo di grasso e loro distribuzione per tutto il corpo... sono tutti fattori determinati geneticamente e che non possono essere modificati neanche con il doping (forse ad eccezione e sempre entro certi limiti per quanti riguarda la qualità della pelle e vascolarizzazione).

Ne ho parlato ampiamente in QUESTO articolo.

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Questo vuole dire che nessuno può “sviluppare il fisico di un altro” se non ci è nato, è impossibile.

Ci sono limiti naturali di riferimento per lo sviluppo fisico?

Parlando quindi dei fattori su cui si può agire, ovvero massa muscolare e quantità di grasso corporeo... sicuramente ci sono dei limiti naturali contro i quali anche i più dotati non possono andare.

Numeri precisi non esistono, solitamente gli atleti natural (o dichiaratisi tali) più esperti e dotati in condizione da gara (ultra tirati e vascolarizzati) sono circa H/P, qualcuno con 1-2 kg in più qualcuno in meno. E’ rarissimo trovare atleti realmente natural (che non hanno MAI assunto farmaci anabolizzanti) in condizione da gara molto sopra l’H/P.

H/P= altezza peso, ovvero se uno è 170cm – 70kg; 180cm 80kg;  uno di 175cm per 78kg è definito H/P +3; mentre uno di 173cm per 70KG è H/P -3.

Inoltre va considerato che i farmaci influiscono non solo sul peso e sul volume dei muscoli ma anche sul loro tono a riposo, sul pump ottenibile e sulla densità ed estetica generale di essi andando ad influenzare anche parametri come la qualità della pelle.

Quindi anche a parità di altezza, peso e circonferenze l’estetica globale cambia tra natural e doped ed è una delle prime che salta ad un’occhio esperto ancor prima dei volumi o del tiraggio generale.

A questo va aggiunto che non tutti reagiscono allo stesso modo ai farmaci (si chiama genetica recettoriale) in parola semplici funziona così : gli anabolizzanti (ma un pò tutti i farmaci) agiscono su specifici recettori che quando attivati innescano delle reazioni, e il numero e distribuzione e sensibilità di questi recettori nei vari tessuti del corpo sono determinati geneticamente. Gli steroidi androgeni anabolizzanti ad esempio agiscono sui cosìdetti recettori androgeni che sono distribuiti in tantissimi tessuti ed in ognuno di questi quando attivati dal testosterone e derivati innescano una reazione diversa : nei muscoli promuovono ipertrofia, nelle ossa promuovono il deposito di calcio e all'aumento della densità ossea, nei follicoli piliferi promuovono l'aumento della crescita dei peli, nei capelli promuovono la caduta di questi etc etc. Ogni persona ha una distribuzione e quantità unica di questi recettori e quindi può sperimentare diversi effetti di diversa entità nei vari tessuti a parità di farmaci usati e dosaggi usati.

Per cui anche dopandosi come il proprio presunto modello a cui ci si ispira non c’è alcuna garanzia di arrivare ad un livello simile di sviluppo eo tiraggio (oltre a non poter mai ottenere le linee e la struttura di un’altra persona come già sottolineato).

In più, un utilizzo intelligente dei farmaci in presenza di continuo allenamento ed alimentazione adeguati è molto probabile che garantisca dei vantaggi perenni per moltissimi anni se non per tutta la vita (per approfondire leggi QUESTO articolo)

Tutto ciò che vuol dire? Che guardare gli altri non ha senso, valutare se un atleta è natural oppure no non ha senso, scervellarsi per prevedere dove si può arrivare facendo una cosa piuttosto che un’altra non ha senso. Tutte cose che servono solo a sviluppare ansia e frustrazione, o al massimo a costruirsi alibi e giustificazioni per mancanza di risultati.

La costruzione del proprio corpo non è una corsa dove ci si concentra sul traguardo, ma è una maratona lunga tutta la vita e ci si deve concentra sul percorso ed imparare a farselo piacere e a trarne gioia e soddisfazione.

Se poi uno decide di farlo per lavoro, prenderà le sue decisioni, farà i suoi compromessi e valuterà come muoversi.

Dal punto di vista personale, chi decide di intraprendere un certo percorso per piacersi, piacere, stare bene deve capire che sta intraprendendo una strada totalmente soggettiva dove il paragone lo si deve fare solo con se stessi.

L’obiettivo è sviluppare le PROPRIE qualità e capacità naturali al massimo, essere sempre migliori del se stessi del giorno prima e non migliori di qualcuno.

In natura non esiste il concetto di “partire alla pari.”

C’è sempre chi nasce più adatto di altri in una certa attività.

Chi nasce più forte, chi più alto, chi più elegante, chi più bello, chi più intelligente, chi più veloce.

La stessa risposta all'allenamento, alla dieta, agli sport... è estremamente soggettiva e ci sono persone che a parità di allenamento e dieta sviluppano grandi fisici e grandi prestazioni ed altri che non sviluppano quasi nulla. Come ampiamente spiegato QUI

Nello sport ciò è evidente e si accetta, nessuno chiede se puoi arrivare a giocare come Messi o Ronaldo o Ibrahimovic facendo i loro allenamenti, la loro dieta, prendendo quello che prendono loro.

Nello sport la parola “talento” si usa spessissimo, anche riferendosi a giovanissimi.

“E’ un talento nato” è una frase che si è detta per tutti i grandi campioni di ogni sport, perchè è la verità.

Ed oltre li livello assoluto, ogni sportivo ha la sua unicità. Messi ha i gesti o il modo di giocare di Baggio o Totti o Del Piero? Lebron James ha i movimenti e i colpi di Jordan? Sono unici, hanno delle qualità uniche con cui sono nati e con cui moriranno.

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E’ evidente ed accettato in tutte le attività. Nelle scienze e nello studio  è uguale, quante volte sentiamo parlare di “geni nati” che in precoce età già hanno titoli di studio e fanno scoperte e studi sensazionali? E non possono essere eguagliati da nessuno a prescindere da che percorso di studi si intraprede e quanto impegno ci si mette.

Ma quando entra in gioco l’estetica, i muscoli, il grasso, la bellezza... sembra che tutta questa sacrosanta logica e buonsenso vadano vaporizzati nel nulla.

Nessuno vuol accettare che magari non è nato con le qualità giuste per avere una certa estetica ed un certo sviluppo, si cerca ossessivamente la dieta, l’allenamento,la preparazione farmacologica, il guru che possa fare la magia voodoo e smuovere la situazione. Si perdono tempo, soldi e salute alla ricerca di qualcosa che non esiste.

Energie che si potrebbero benisismo catalizzare nel cercare di diventare la versione MIGLIORE DI SE STESSI dal punto di vista fisico, mentale, cognitivo, affettivo,culturale.

Ognuno nasce unico e diverso, è la natura. E dovrebbe essere lo scopo della vita di tutti quello di fare il meglio possibile con ciò che la natura ci ha dato. Diventare la versione migliore di noi stessi.

Questo lo possono fare tutti, indistintamente.

Invece di guardare al risultato finale, guardare al percorso ed imparare ad accettarlo ed apprezzarlo.

Ripropongo questo post di Greg Nuckols di Strength Theory che ribadisce portando a supporto un nuovo studio come la quantità di muscoli che si hanno PRIMA DI ALLENARSI e la quantità di ipertrofia muscolare che si potrà ottenere dopo anni di allenamento sono correlate davvero poco, se non per nulla.

La risposta all'allenamento è data da tanti fattori che sono indipendenti dalla quantità di massa muscolare che si ha all'inizio (es : cellule satelliti, quantità di fattori di crescita che producono in risposta all'allenamento, tipo e distribuzione di fibre muscolare etc).
Per chi sta leggendo il libro di Schoenfeld sulla scienza dell'ipertrofia muscolare (che personalmente considero il migliore sull'argomento ad oggi) saprà che ci sono numerose pagine che spiegano proprio tutto ciò. Cellule satelliti, di come il loro numero di prestabilito alla nascita, attivazione di esse, fattori di crescita etc etc.

Ciò può voler dire che il classico ragazzino super secco prima di iniziare, potrebbe in realtà essere considerato un "highly trainable" ovvero un soggetto che risponde benissimo all'allenamento ottenendo risultati forti e veloci.

In questo caso, chiaramente il ragazzo super secco non ha una cattiva genetica ma ha un'ottima genetica per la crescita muscolare.

Non si può giudicare a genetica e le possibilità di una persona PRIMA che questa si sia allenata decentemente per un paio di anni almeno.
Un "hardgainer" al massimo non è chi parte super secco ma chi dopo anni di ottimo allenamento risponde poco e male ad esso ottenendo pochi risultati.

E' un concetto che io personalmente sottolineo spesso.
Se non inizi il percorso non puoi sapere che potenzialità hai, credere di avere una genetica pessima perchè si è secchi in partenza oppure perchè ci si è sempre allenati malissimo (cosa molto più comune di quanto si pensi) è totalmente sbagliato e fuorviante.

Ci sono anche tanti casi di persone che prima di iniziare sembrano portatissimi, belle linee discreti volumi muscolari per uno che non si è mai allenato... e poi però rispondono poco all'allenamento e progrediscono poco e lentamente.

Ancora una volta tutto ciò dimostra come GUARDARE GLI ALTRI nel culturismo ma in generale nello SPORT... sia sbagliatissimo. E' una corsa solo su se stessi, per migliorare se stessi. Non ha senso voler diventare come un altro, o basare le proprie aspettative ed i propri limiti mentali (Se tizio è diventato così posso farlo pure io, se Caio in tanti anni non è riuscito ad ottenere un risultato allora è impossibile per tutti).

Ci si pone solo limiti oppure aspettative errate.

E' la genetica. La variabilità biologica. E' enorme.

Difficile da accettare perchè estetica, muscoli e forza sono correlati strettamente all'ego.

Ma è così.

In natura non esiste il concetto di partire alla pari.

C'è chi parte in media, chi 100 metri avanti e chi 100 metri dietro.

La corsa non è contro gli altri, e solo su se stessi.

Concludo questo pezzo con due delle mie citazioni preferite :

 

“E' una disgrazia invecchiare nell'assoluta non curanza prima di aver visto quale tipo di uomo potresti diventare sviluppando la tua forza e bellezza al loro limite più estremo” -Socrate

"La felicità è un modo di viaggiare, non una destinazione" - Roy Goodman