farmaci

 

Seconda parte di traduzione ed adattamento dell’articolo originale di Lyle Mcdonald che potete leggere qui

La prima parte la trovate qui

In questa seconda parte affrontiamo il discorso di quanto i farmaci influenzino le prestazioni fisiche nei vari sport.

I Farmaci dopanti aiutano solo un poco negli sport da prestazione?

Il Bodybuilding non è uno sport di prestazione in senso letterale. Non è valutato in peso sollevato, tempo per correre una certa distanza, quanto lontano si lancia qualcosa, è uno sport estetico. Perciò si può argomentare sul se l’analisi fatta in precedenza (quella nella prima parte) può avere valenza su tutto. Non lo nego e l’ho fatta per dimostrare come i farmaci possono avere un’enorme influenza quantomeno in quella attività (il bodybuilding) anche se per quanto mi riguarda credo che i farmaci probabilmente hanno un impatto sulla massa muscolare e la crescita per se superiore a qualsiasi altro aspetto della performance.

Quando consideri gli sport da prestazione, introduci tutta una serie di nuovi problemi. Tecnica, meccaniche,efficenza etc. E non si possono notare gli stessi benefici dati dai farmaci sulla massa muscolare in questi aspetti. Da questo punto di vista non posso negare che i farmaci aiutino poco, tipo sul 10%, considerando queste caratteristiche negli sport da prestazione, quello che critico è che il 10% in performance moderne non sia per nulla “solo un poco”.

Posta differentemente, si può dire che si può trarre una conclusione giusta ed ugualmente sbagliare completamente il punto. E dire che il 10% è “solo un poco” è perdere completamente il punto per quanto mi riguarda. Quando prendi in considerazione i differenziali negli agonisti di livello TOP negli sport di alto livello, il 10% è un’enormità. I primi 3 di solito sono separati da percentuali piccolissime ed il 10% potrebbe essere la differenza tra tra il primo e l’ultimo posto o addirittura tra il primo e uno che non si qualifica nemmeno alle finali. Per dimostrarlo voglio analizzare i risultati reali in 3 differenti sport.

Quello che ho fatto è prendere i risultati e fare qualche divisione di base per ottenere le differenze in percentuali. Sicuramente avrò sbagliato qualche numero, ma concentratevi sui principi.

Nei campionati internazionali di sollevamento pesi nel 2015, ho guardato ad alcune categorie di peso, comparando i risultati sui totali. Nella categoria 56kg ,per esempio, solo il 5% separava il primo ed il terzo posto. Se prendi il miglior risultato e gli togli il 10%, finisci al quinto posto. Ok, non male. Ora spostati nella categoria 77kg a un mero 2,5% separata il primo dal terzo. Se togli il 10% al primo classificato, ottieni il ventesimo posto. Nella categoria 105Kg+ l’8% separa il primo dal terzo. Se al primo togli il 10% non sei neanche tra i primi 10. Non ho guardato a tutte le categorie di peso ma non mi aspetto grosse differenze tra le categorie. I primi 3 di ogni categoria hanno una differenza di pochi punti percentuali e un 10% in meno ti eliminano totalmente dalla competizione. Potrebbe essere “solo un poco” ma negli sport di alto livello quel poco significa TUTTO.

Poi ho controllato i risultati dei 100metri maschili alle olimpiadi del 2012.

Nelle finali, l’1,7% separa il primo dal terzo posto. Tralasciando uno strano risultato di Asafa Powell (che ha finito in più di 11secondi e deve aver avuto qualche infortunio) un mero 3,4% separava il primo dall’ultimo posto. Togli un 10% dal tempo più veloce e non ti qualifichi neanche dai preliminari. Cazzo, considerando che Bolt ha corso in 9.59, una riduzione del 10% significa un tempo di 10.51. Tutto un altro mondo. Cazzo considera che il record del mondo delle scuole superiori è di 10secondi precisi (e quello femminile di 10.98); un 10.5 ai 100metri è un buon tempo di scuola superiore o giù di li.

Potrei continuare a guardare sport dopo sport ma spero che questo basti a far capire che una differenza del 10% nelle prestazione grazie ai farmaci, anche se matematicamente può sembrare poco, è assolutamente ENORME nel mondo reale dello sport.

Se tutti gli atleti fossero puliti ed uno degli ultimi si dopasse, potrebbe letteralmente scavalcare ogni singolo atleta passando da ultimo a primo. Ovviamente, l’obiezione a ciò è che tutti quanti si dopano così i piazzamenti non cambiano ma non è questo il punto sull’analisi che volevo fare circa i farmaci che aiutano “solo un poco”. Se un vantaggio del 10% puoi portare dall’ultimo posto al primo per quanto mi riguarda è un vantaggio molto superiore che “solo piccolo”.

Ma aspetta c’è dell’altro.

Ma c’è un altro problema che credo sia spesso dimenticato nell’intera discussione del ruolo dei farmaci nell’allenamento. Anche se noi accettassimo che i vantaggi prestazionali non sono così grandi (quando in realtà nei risultati nel mondo reale sono ENORMI)c’è il semplice fatto che i tipi di allenamento necessari per raggiungere i massimi livelli spesso non sono sostenibili senza farmaci.

C’è un certo credo generalizzato che per raggiungere i massimi livelli siano necessari certi volumi ed intenistà di allenamento. Ed in quasi tutti i casi quel livello di allenamento non può essere sostenuto e sopravvissuto senza farmaci. E’ fantastico argomentare che di due ragazzi che si allenano in maniera identica ma di cui uno utilizza farmaci, questo ottenga solo “un piccolo aiuto” da essi, ignorando semplicisticamente che non è vero che si allenano allo stesso modo; il dopato può sopportare di più. Più volume, più intensità, più frequenza.

Molti hanno erroneamente cercato di applicare l’approccio Bulgaro all’allenamento  ovviamente capendolo poi nel modo più duro. Abadjaev oltre a pensare che fosse comico che gli Stati Uniti preparassero i propri sollevatori senza farmaci, ha sentenziato che i suoi programmi d’elite non possono proprio essere seguiti senza farmaci. Li ha ridimensionati con volume ed intensità ridotte drasticamente per chi non usa farmaci.

Un altro esempio, un ciclista che diventa professionista ed a cui viene dato un programma di allenamento praticamente impossibile insieme al programma farmacologico necessario a sopravviverlo. Hanno sincronizzato i farmaci con i carichi di allenamento a cui nessuno potrebbe sopravviere senza farmaci.

Un altro, un famoso club di powerlifting prende i loro nuovi atleti, gli da dei farmaci e aumenta il loro volume e frequenza di allenamento finchè non scoppiano. A quel punto torna indietro. Vogliono trovare l’assoluto massimo livello di allenamento che può essere sostenuto con i farmaci. Togli i farmaci e quel massimo carico di lavoro non può essere neanche approssimato.

Con i suoi atleti centometristi, tra gli anabolizzanti, i massaggi etc. Charlie Francis era capace di fare 3 allenamenti di velocità a settimana; senza questi due fattori ne potevano essere sostenuti solo due. L’allenamento d’elite non può essere proprio sostenuto senza preparazione farmacologica Punto.

Così, in aggiunta ad ogni effetto diretto che i farmaci hanno, il fatto veramente concreto è che senza di essi, i ragazzi non possono proprio raggiungere i livelli d’elite apriori. L’allenamento non è sostenibile o recuperabile senza farmaci fin dall’inizio, il recupero ed i benefici sono insormontabili. Cazzo, si dice spesso che la maggior parte dei top atleti raggiunge il massimo dei progressi in tre anni... finchè non iniziano ad usare i farmaci. Questi ti permettono di scavalcare il limite genetico superiore e senza di essi, ti scontri contro un muro a livello di prestazioni che non supererai mai.

Anche se l’influenza in percentuale è “solo un poco” (nonostante il 10% nel mondo reale degli sport è un’immensità) l’effetto non lo è affatto.

Leggi anche 

gli effetti degli steroidi potrebbero portare alcuni vantaggi perenni anche quando si smette di usarli?

Steroidi Anabolizzanti e grasso corporeo – Ben Carpenter

L’efficacia degli Steroidi Anabolizzanti

 

Piaciuto l’articolo? Condividilo sui social e lascia un mi piace sulla pagina Facebook del blog!

Iscriviti al Canale Youtube