omologazione

In una generazione di omologazione, disagio sociale e guerra di fazioni, quelle rare personalità che resistono all'appiattimento generale imposti dai tempi, dai modelli, dalle mode si ritrovano quasi tutte ad affrontare determinate fase nella loro personale ricerca del proprio posto nel mondo.

Inizialmente insoddisfatti da quello che è "la normalità", lo status quo, l'ambiente in cui si è cresciuti e si dà per scontato, di quello che sembra piacere ed andare bene a tutti ed essere lo standard, si sperimentano quante più cose possibili in tutti i campi, quasi a cercare il proprio modo di fare, il proprio stile, il proprio branco, il proprio posticino nel mondo ed ogni volta che si adotta un determinato "stile", modo di fare, forma mentis, ne si diventa estremisti.

Dopo ciò o si è trovata la propria dimensione, e si passa la vita ad interpretare un ruolo in cui si è o si pensa di  essere a proprio agio cercando di imporlo come il migliore oppure se nulla invece ha davvero appagato la ricerca, inizia un fase da sognatore in cui ci si rifiuta di accettare che il mondo sia davvero così alieno rispetto a se stessi, si ricercano persone simili con cui cambiarlo e quando ci si accorge che ciò non è possibile, che alla altre persone sta bene quello si personalmente si reputa inconcepibile o ingiusto, si passa alla disillusione totale, con disinteresse e talvolta quasi disprezzo per qualsiasi cosa che non sia o provenga da se stessi : il germoglio di una cocente frustrazione che se assecondata avvelenerà l'esistenza di chiunque.
Una disillusione che porta a pensare che non vale la pena prodigarsi per cambiare qualcosa che non può essere cambiato, salvare qualcuno che non vuol essere salvato, vivere alla ricerca di qualcosa di "superiore"che non potrà mai essere raggiunto.

Si smette di sognare, di fare progetti, di vivere di passioni. Tutto diventa una banale routine finalizzata a convincersi di star bene attraverso vari palliativi e che alla fine ugualmente non si avrebbe il potere di cambiare nulla e quindi non vale la pena neanche provarci.

omologazione

Colui che alla fine riesce ad andare oltre, ad uscire da questo gioco di ruoli e maschere, di ricerca dell'accettazione e paura del rifiuto, realizza che si tratta solo di una grossa bolla di sapone, che tutto questo meccanismo non ha alcun senso e nessun valore. Smette di recitare ed inizia a fare ciò che vuole, dire ciò che pensa e godersi l'attimo per quello che è e basta. Un costante flusso di coscienza. Un modo di fare che spesso può essere confuso con pazzia o maleducazione o immaturità.

"La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire... sei vicino al cielo."

-Jimi Hendrix

 

"Sto imparando a comprendere più che giudicare o essere giudicato immediatamente.
Non posso seguire ciecamente la folla e accettare il suo approccio.
Non permetterò a me stesso di trovare appagamento nell'usuale gioco di manipolazione della creazione di ruoli.
Fortunatamente per me, la mia autoconoscenza ha trasceso tutto ciò ed ho capito che la vita è meglio viverla che concettualizzarla.
Sono felice perchè sto crescendo giorno per giorno e onestamente non so dove sia il limite.
Sono che certo, che ogni giorno potrebbe esserci una nuova rivelazione o scoperta.
Faccio tesoro dei ricordi delle passate sventure. Tutto ha aggiunto di più alla mia banca della forza d'animo." - Bruce Lee

 

Più leggi e studi, più ti rendi conto che praticamente qualsiasi pensiero, riflessione, dinamica che puoi pensare o penserai è già stata scritta magari anche secoli fa da altre persone che vivevano in epoche, contesti, ambienti totalmente differenti.

E non sai se gioire di questa cosa, perchè capisci di non essere strano, solo, unico e vedere una realtà che non esiste...

oppure esserne terrificato, perchè vuol dire che le dinamiche, la natura, gli atteggiamenti, i pensieri che caratterizzano la vita dell'umanità sono sempre gli stessi da millenni, e sempre gli stessi resteranno con la storia che si ripeterà ciclicamente all'infinito... e l'unica cosa che cambia nel tempo sono i mezzi tecnici del momento.

E tutto ciò non fa che alimentare quel senso di inerme impotenza per cui studiando potrai capire, imparare a leggere le situazioni, magari prevederle e quindi trarne un momentaneo vantaggio... ma non potrai mai veramente fare qualcosa per cambiare quelle dinamiche che non senti tue e ti creano disagio.

E' quel preciso momento in cui probabilmente chi è geneticamente predisposto mentalmente, riesce a fare il salto passando dal voler combattere e cambiare il sistema, e l'umanità, ad adoperarsi per sfruttare le dinamiche immutabili e trarne vantaggio.

Mentre chi non è predisposto, continuerà ad oscillare come un pendolo tra disillusionefrustrazione e rabbiaazione in un'eterna lotta contro i mulini a vento.