allenamento

Tizio e Caio sono due amici che si iscrivono insieme in palestra, sono tutti gasati perchè hanno scoperto un nuovo allenamento proposto su una rivista che promette grandi cose... i due si impegnano per mesi e mesi convinti di ottenere grandi risultati.

L’allenamento è basato su Panca Piana, Back Squat, Trazioni Supine, Military Press con bilanciere e Stacchi da terra.

Dopo un anno Tizio ha messo su qualche KG di massa muscolare sviluppando un ottimo petto e degli ottimi quadricipiti, migliorando di molto i carichi utilizzati su Panca Squat e Stacco ,anche se fa fatica a sviluppare le spalle e le braccia.

Caio invece, pur avendo messo anche lui qualche KG di massa muscolare, ha sviluppato ottime spalle e buone braccia e degli ottimi glutei ma fa una fatica bestiale  a sviluppare i pettorali ed i dorsali, e negli arti inferiori c’è un’evidente sproporzione tra quadricipiti e catena posteriore a favore di quest’ultima.. inoltre accusa fastidi alle spalle ed alla bassa schiena.

 

I due si sono sempre allenati insieme seguendo diligentemente tutte le indicazioni dell'allenamento... come mai risultati così diversi?

I due presentano una struttura fisica diversa.

 

Tizio è un pò più basso, ha femori corti, una cassa toracica ampia e spessa ma clavicole poco lunghe. Ciò lo avvantaggia decisamente nella panca piana negli squat focalizzando lo stimolo sulle giuste strutture ma lo penalizza nello sviluppo delle spalle e delle braccia.

Caio è più alto, ha una cassa toracica più più piatta ed è leggermente cifotico , ha braccia e gambe lunghe e clavicole molto larghe. Ciò lo avvantaggia molto nello svilupparsi in larghezza specialmente a livello delle spalle ma gli rende molto difficile lavorare con la panca piana e le trazioni che vanno a stimolare soprattutto le braccia più che petto e dorsali e lo squat e gli stacchi gli stressano tremendamente la bassa schiena poichè a causa dei femori lunghi tende ad inclinarsi moltissimo in avanti per trovare l’equilibrio andando a sviluppare molto più la catena cinetica posteriore che non i quadricipiti.

Entrambi hanno avuto dei miglioramenti, entrambi hanno sviluppati punti di forza e punti carenti. Il programma non era perfettamente adatto a nessuno dei due e quindi lo sviluppo è stato differente.

Inoltre la strutture anatomiche individuali  giocano una componente fondamentale nel determinare se su un dato soggetto un esercizio sarà eseguibili in maniera sicura e fruttuosa.

In questo video uno dei massimi esperti al mondo il Dr. Stuart Mcgill ci mostra come la variazione nella conformazione dell'articolazione dell'anca faccia una differenza abissale nelle capacità di fare squat ed esprimere potenze nelle varie parti del ROM.

Esempio classico : la panca piana.

 

 

Questo video (in inglese) spiega perfettamente come lo stesso esercizio su soggetti con struttura diversa possano dare un output di forza ed una ripartizione del carico sui vari muscoli e strutture articolari interessate completamente diversi.

Prendiamo in riferimento la posizione di bilanciere al petto della panca piana:
Il ragazzo a sinistra ha una cassa toracica molto ampia con angolo dello sterno favorevole: notiamo con il bilanciere al petto un allungamento non eccessivo al livello delle spalle (Strutture articolari e deltoidi anteriori) e una linea di trazione dei muscoli pettorali quasi verticale (considerando che la gravità è la resistenza ed in questo caso è verticale vuol dire che è quasi perfetta per far si che tutta la forza vada a contrastare il carico per sollevarlo)

Il ragazzo a destra ha leve più svantaggisoe con cassa toracica piatta ed angolo dello sterno sfavorevole. Notiamo infatti un allungamento eccessivo al livello delle spalle ed un linea di trazione dei pettorali molto più orizzontale rispetto al primo caso, cosa che porterà a dissipare la forza sprigionata perchè non verrà indirizzata direttamente contro la resistenza verticale del carico ma più verso l'interno.

Verosimilmente il primo soggetto a sinistra riuscirà ad ottenere bei carichi sull'esercizio e svilupperà degli ottimi pettorali mentre il ragazzo a destra avrà molta più difficoltà a progredire con i carichi, accuserà maggiore stress articolare alle spalle con possibili infiammazioni e soprattutto difficilmente avrà una buona resa sull'ipertrofia dei pettorali tramite questo esercizio.

 

La conclusione qual è?
Che non esistono esercizi, metodi,programmi universali che vanno bene per tutti, l'allenamento deve essere personalizzato per l'individuo.

Ci sono strumenti, concetti e principi di allenamento che vanno utilizzati e gestiti in modo da ottimizzare il lavoro a seconda delle caratteristiche individuali della persona. Niente è assoluto, tutto è relativo soprattutto nell’ambito dello sviluppo fisico.
Per questo motivo sorrido quando vedo divulgati programmi assolutistici, metodi risolutivi e superiori ad altri. Meglio questo o quello. Meglio il bilanciere o i manubri. Meglio Squat o Pressa. Meglio 6 ripetizioni o 12. Niente è meglio. Dipende dalla persona.

Il termine “migliore” è sbagliato. Si dovrebbe ragionare non in termine di “migliore” ma di “più adatto”.

Nella descrizione di questo post su facebook ho riportato i punti chiave di un video sullo stacco di Tom Purvis che ribadisce il concetto

 

"Lascia cadere e dissolvi i blocchi interni. Una mente condizionata non è mai libera: spazza via e dissolvi tutta la tua esperienza, e “rinasci”.”

E’ l’individuo ad avere la massima importanza, non il sistema. Ricorda: l’uomo ha creato il metodo, non il metodo l’uomo; quindi, non cercare di adattarti a tutti i costi agli schemi precostituiti di qualcuno, modelli che indubbiamente saranno idonei per lui, ma non necessariamente per te"

-Bruce Lee

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